Antonio Valente

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Architetto, scenografo e costumista. Un volume rende omaggio alla figura (poco nota) dell‘artista
Il nome di Antonio Valente non è di quelli entrati nella memoria collettiva cinematografica. Non fu un divo, eppure come architetto-scenografo dello spettacolo visse da protagonista la lunga stagione del film italiano, agli esordi e nel primo sviluppo industriale. L‘Università di Pisa, nell‘ambito di una ricerca sull‘evoluzione tecnologica della cinematografia nazionale, insieme ad altri importanti atenei, ha approfondito in particolare gli aspetti che riguardano la "costruzione dell‘artificio" come radice dell‘opera filmica. E da questo filone di studi è nata l‘iniziativa di una pubblicazione sulla centralità di Valente: un volume pubblicato dalle Edizioni ETS titolato appunto Antonio Valente. Il cinema e la costruzione dell‘artificio, curato da Lucia Cardone e Lorenzo Cuccu, con i contributi di Claudia Lamberti e Bruna Niccoli. L‘interesse dell‘Università di Pisa si lega anche all‘azione sviluppata nel territorio pisano dall‘architetto ai suoi esordi professionali, con la progettazione a Tirrenia degli stabilimenti della Pisorno applicando criteri d‘avanguardia, e qui anche con l‘intensa opera di scenografo per i film di Giovacchino Forzano. Il contributo essenziale a questa rivisitazione di tutto il percorso creativo di Valente, è venuto dalla documentazione ricchissima custodita dalla vedova Maddalena Del Favero, cui si deve, per questo, la conoscenza di prima mano delle espressioni diverse di nuova cultura, tutto un mondo nel quale Valente operò. E ne è ampio riflesso il ponderoso volume delle ETS, "che vuole combinare documentazione e riflessione. A cominciare dal capitolo su "il cantiere del film", e quindi sull‘impresa di Tirrenia per "la prima città del cinema italiana", dove risaltano anche le innovazioni tecnologiche, specialmente originali con l‘avvento del sonoro. Esperienze che poi integreranno l‘azione di Antonio Valente come maestro al Centro Sperimentale di Cinematografia, e quella pubblicistica che si spinse fino al 1964 (morirà nel ‘75 a Roma). E non è da sottovalutare l‘immenso lavoro per il ripensamento e il progetto delle sale di proiezione.
L‘ultimo saggio contenuto nel volume percorre tutto l‘arco creativo di Valente, scenografo e costumista nel cinema, e non solo. E il libro offre un ricco corredo di immagini che danno plastica evidenza all‘alto spessore di un‘arte decisiva nello sviluppo culturale europeo. 

Curatori: Lucia Cardone, Lorenzo Cuccu 
Editore: ETS 
Pagg. 196 
Euro: 25,00

Toni Colotta


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