Cristo è passato sull'aia

ITALIA 1953
Quando si raccoglie il grano, a quanto dice un'antica leggenda, Cristo appare sull'aia, nella veste di un povero. Chi, in tali circostanze, caccerà i poveri, che gli chiedono l'elemosina, non avrà più pace e la maledizione peserà sul suo capo e perseguiterà i suoi. Durante la trebbiatura, Giovanni s'è appartato sull'aia con Immacolata, la figlia del padrone, quando gli s'avvicina un povero e gli chiede l'elemosina. Seccato, Giovanni lo caccia in malo modo e ne è aspramente rimproverato dalla ragazza: pentito, Giovanni rincorre il povero, ma questi ricusa l'elemosina e corre in paese. Tutti si mettono contro Giovanni, Immacolata non vuol più saperne di lui, il padrone lo scaccia. L'unico, che lo compatisce e lo aiuta è il parroco. Questi gli dà da dissodare un arido pezzo di terra, che Giovanni col suo lavoro trasforma in un campo ubertoso: l'ha aiutato in questa dura fatica la figlia di un pastore, che egli alla fine sposa, avendone un figlio. Questo indispettisce Immacolata, che, per ripicca, amoreggia con un sergente; ma questi, che in realtà ha già la moglie, la pianta mentre essa aspetta un bambino. Furente per lo scorno, immacolata, associandosi ad un losco tipo, solleva contro Giovanni i contadini, che attribuendo al suo sinistro influsso la siccità, che inaridisce i loro campi, l'uccidono a fucilate. Troppo tardi esse si pentono del male fatto.
SCHEDA FILM

Regia: Oreste Palella

Attori: Franco Fabrizi - Giovanni, Gianna Segale - Immacolata, Renato Malavasi - Parroco, Andrea Aureli - Sergente, Giuditta Tutaeff - Figlia del pastore, Milly Ristori, Nino Vingelli, Amedeo Trilli, Sergio Bergonzelli, Pier Ugo Gragnani - Figlioletto di Giovanni

Soggetto: Paolo Mocci

Sceneggiatura: Girolamo Favara, Paolo Mocci

Fotografia: Alfredo Lupo

Musiche: Lodo Lodi

Durata: 90

Genere: DRAMMATICO

Produzione: SEGESTA FILM

Distribuzione: SEGESTA FILM - REGIONALE

CRITICA
"Il film si propone di combattere l'ignoranza e la superstizione, dimostrandone le fatali conseguenze; ma la dimostrazione è poco chiara e risulta insufficiente (...)". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XXXIII, 1953)