Pinuccio Lovero Yes I can

4/5
ITALIA 2012
Pinuccio Lovero ha finalmente ottenuto un contratto a tempo indeterminato come becchino nel cimitero di Bitonto, ma gli manca la celebrità ottenuta grazie a "Sogno di una morte di mezza estate". Per tornare alla ribalta decide allora di candidarsi alle elezioni comunali del paese, con un programma a dir poco 'cimiteriale'...
SCHEDA FILM

Regia: Pippo Mezzapesa

Attori: Pinuccio Lovero, Anna Pappapicco, Nicola Cambione, Giuseppe Germano, Giuseppe Modesto, Nichi Vendola

Soggetto: Pippo Mezzapesa

Sceneggiatura: Pippo Mezzapesa

Fotografia: Michele D'Attanasio

Musiche: Gabriele Panico

Montaggio: Andrea Facchini

Suono: Michele Tota - presa diretta

Durata: 72

Colore: C

Genere: DOCUFICTION DOCUMENTARIO

Specifiche tecniche: HD, DCP

Produzione: PAKY FANELLI, PIPPO MEZZAPESA, GREGORIO PAONESSA, INES VASILJEVIC PER FANFARA FILM, VIVO FILM, IN COLLABORAZIONE CON WAKEUP

Distribuzione: MICROCINEMA (2014)

Data uscita: 2014-05-15

TRAILER
NOTE
- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- IN CONCORSO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE 'PROSPETTIVE ITALIA-DOCUMENTARI'.
CRITICA
"Cinque anni fa era stato un colpo geniale il documentario mediometraggio 'Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate'. Dove con molta originalità Pippo Mezzapesa componeva uno spaccato di provincia del Sud attraverso questo personaggio esuberante di Pinuccio (...). 'Pinuccio Lovero Yes I can' tenta di rilanciare il personaggio e l'umorismo nero della prima volta in un film vero. Dove Pinuccio, che non si dà per vinto, si presenta alle elezioni municipali (...), naturalmente con un programma 'cimiteriale. Lo slogan è 'Pensa al tuo domani' e il programma prevede oltre che più loculi (...) soprattutto fontane, panchine e comfort manco si trattasse di un parco dei divertimenti. Tra Checco Zalone e Cetto LaQualunque, simpatia un po' folle, ma non c'è misura e non c'è film." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 15 maggio 2014)

"(...) palesi le implicazioni socio-politiche del caso Lovero, contagiosa e irresistibile la sua comicità funebre, un film per seppellire a colpi di risate la Casta e i suoi derivati. Fatevi sotto, ne vale la pena!" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 maggio)

"La locandina del film(ino) avverte: «Morirai dalle risate». Difficile, toccando ferro, che accada: perché l'umorismo resta nelle intenzioni. (...) Una storiella che sbeffeggia la politica e, se non altro, ha il merito di non alzare la voce." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 maggio 2014)

"Pinuccio il ritorno. Come X-Men e l'Uomo Ragno. Superpoteri: terza media, becchino ispirato, innocenza politica e fiducia nell'onestà dei sogni. Ma non vince, smaschera: un meridione localista metafora d'Italia, svuotato di senso e concretezza fino al grottesco, involuto in un linguaggio sociale che allucina il potere come conquista privata di pro loco se non di appartamento, il proprio. Sequel del fortunato documentario sul giovanottone che voleva diventare 'custode a livello cimiteriale', accolto qualche anno fa nei talk show di Bonolis e Magalli, Lovero decide di 'scendere in campo', ma anche in camposanto, per difendere i valori di una buona gestione di loculi e tombe, nella scorsa kermesse elettorale. Accompagnato dalla cinepresa di Mezzapesa, che combina taglio biopic americano e spirali vernacolari (esilaranti certe riunioni in barese marziano o gli autoritratti di impensabili candidati) (...). Siamo vicini al dadaismo comico di Karl Valentin. Ma no. Siamo noi. " (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 16 maggio 2014)

"Il becchino di Bitonto, che ebbe un quarto d'ora «warholiano» di popolarità a Venezia nel 2009 in un film invisibile di Mezzapesa, torna a dare il suo contributo alle europee nel racconto di una campagna elettorale che parte dal suo posto al Camposanto (vedi Totò...) per cui entra nelle file di Sel, con l'ironico volto di Vendola. I bersagli sono noti, partendo dalla tv, ma alla fine pare una versione seria del politico trash di Albanese." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2014)