GoldenEye

GRAN BRETAGNA 1995
Dopo aver fatto esplodere una fabbrica chimica russa (dove muore il collega Alec Trevelyan) James Bond si reca a Montecarlo, dove la bella e letale Xenia Onatopp, alle dipendenze della mafia russa, ruba un prototipo di elicottero sostituendosi al pilota e contribuendo, con la complicità del generale russo Ourumov, al furto del sistema satellitare 'Goldeneye', capace di lanciare missili orbitali sul pianeta. La base missilistica di Severnaya viene espugnata, ma alla strage del personale scampa la programmatrice Natalya Simonova che, giunta a Pietroburgo, ritrova con il computer Boris Grishenko, il programmatore della base, anch'esso scampato. Incaricato di rintracciare il sistema rubato, Bond entra in contatto con Janos attraverso un vecchio rivale, Valentin Zukovsky, e scopre che questi è il redivivo Alec, in combutta col generale Ourumov. Legato sull'elicottero insieme a Natalya, a sua volta catturata, Bond scampa all'esplosione del mezzo e viene arrestato, ma fugge di nuovo e insegue Ourumov con un carro armato col quale ferma il treno blindato su cui fugge Janos. Subito dopo Bond si reca nei Caraibi alla ricerca del secondo 'Goldeneye', celato in un lago.
SCHEDA FILM

Regia: Martin Campbell

Attori: Pierce Brosnan - James Bond, Sean Bean - Alec Trevelyan, Izabella Scorupco - Natalya Simonova, Famke Janssen - Xenia Onatopp, Joe Don Baker - Agente Cia Jack Wade, Judi Dench - M, Robbie Coltrane - Valentin Zukovsky, Tchéky Karyo - Ministro della difesa Mishkin, Gottfried John - Generale Ourumov, Alan Cumming - Boris Grishenko, Desmond Llewelyn - Q, Samantha Bond - Miss Moneypenny, Michael Kitchen - Bill Tanner, Serena Gordon - Caroline, Minnie Driver - Irina, Michelle Arthur - Anna, Simon Kunz - Ufficiale alla Severnaya

Soggetto: Ian Fleming - personaggi, Michael France

Sceneggiatura: Jeffrey Caine, Bruce Feirstein

Fotografia: Phil Méheux

Musiche: Éric Serra, Monty Norman - tema

Montaggio: Terry Rawlings

Scenografia: Peter Lamont

Arredamento: Michael Ford

Costumi: Lindy Hemming

Effetti: Chris Corbould, The Graphic Station, General Screen Enterprises, Cinesite (Europe) Ltd., The Magic Model Company, The Magic Camera Company, Framestore CFC, The Moving Picture Company

Altri titoli:

Bond 17

Golden Eye

Agente 007 GoldenEye

Durata: 130

Colore: C

Genere: THRILLER AVVENTURA AZIONE

Specifiche tecniche: PANAVISION, 35MM (1:2.35)

Tratto da: personaggi creati da Ian Fleming

Produzione: BARBARA BROCCOLI, MICHAEL G. WILSON PER UNITED ARTISTS, DANJAQ PRODUCTIONS, EON PRODUCTIONS, METRO-GOLDWYN-MAYER

Distribuzione: UIP (1996) - MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI) - DVD: MGM HOME ENTERTAINMENT, DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2008)

NOTE
- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1996.

- PRIMO FILM DELLA SERIE 007 CON PIERCE BROSNAN COME PROTAGONISTA (AVREBBE GIA' DOVUTO ESSERE BOND NEL 1986 AL POSTO DI ROGER MOORE, MA IMPEGNI CONTRATTUALI PRECEDENTI GLIEL'HANNO IMPEDITO E LA PRODUZIONE SI E' RIVOLTA A TIMOTHY DALTON).
CRITICA
"Quel che ha capito Spielberg tanti anni fa tuffando Indiana Jones in un libero e glorioso passato (che è anche il passato del cinema e dei fumetti a cui il personaggio si rifà) non lo hanno ancora capito gli autori di James Bond. Forse perché troppo legati alla merce (nessuno è mai stato più 'griffato', scusate la parolaccia, di Bond), e anziché lanciare nuove mode, si contentano di cavalcare quelle esistenti, armi da guerra incluse (pare che il governo francese sia molto contento dello 'spot' per il suo mirabolante elicottero, anche se i cattivi lo rubano in quattro e quattro otto). Così però si gioca di rimessa anziché creare il mito. E forse proprio questo capita all'ultimo Bond: non è più un mito in un mondo di merci, una merce fra le tante. Gli manca solo il codice a barre." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 gennaio 1996)

"Il film, ancorché troppo lungo, si mantiene tonico ed autoironico in vista del fragoroso, incalzante clou, quando il nostro si piazza 'come ai vecchi tempi' ai comandi di un monumentale carrarmato e decide di fare la guerra coi cattivi su e giù per le strade di San Pietroburgo in un'apocalisse di gimkane, crolli, demolizioni, incendi e spari. Del vecchio e glorioso cast è rimasto solo il veterano Desmond Llewelyn, alias il geniale armiere 'Q' che si esibisce nell'attesissima, grottesca dimostrazione dei soliti diabolici trucchi di difesa-offesa. Il divertimento vale la spesa del biglietto anche se, decisamente, la nostalgia non è più quella d'un tempo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 4 gennaio 1996)