Gian Burrasca

ITALIA 1982
Giannino Stoppani è il terribile bambino, unico figlio maschio, con tre avvenenti sorelle già in età di marito, del comm. Stoppani, ricco commerciante nella Roma umbertina dei primi anni del novecento. Tutta la famiglia vive sotto l'incubo delle monellerie di Giannino che prende così l'appellativo di Gian Burrasca; i suoi lazzi non risparmiano nessuno, né i familiari né tanto meno compagni di scuola e direttori; più volte minacciato di essere messo in collegio riesce sempre a commuovere la madre e a rimanere in casa. Ma dopo averne fatta una più grossa delle altre, scappa di casa e va in campagna dalla zia Bettina, vedova lacrimosa che trasfonde in una pianticella di dittamo l'amore dato prima al marito di cui custodisce anche le ceneri in un'urna speciale. Ma anche qui Gian Burrasca ben presto esercita la sua diabolica monelleria e finalmente lo vediamo in un collegio dove pare che i metodi siano abbastanza duri per domarlo. In realtà non è così perché ben presto i compagni lo aiuteranno nelle sue imprese rivolte contro i terribili dirigenti, specialmente verso la direttrice e il suo assistente, capeggiando una rivolta dei convittori e facendosi espellere dal collegio.
SCHEDA FILM

Regia: Pier Francesco Pingitore

Attori: Alvaro Vitali - Gian Burrasca, Gisella Sofio - Madre, Marisa Merlini - Zia Bettina, Mario Carotenuto - Padre, Diana Dei - Medium, Enzo Robutti, Luca Sportelli, Toni Ucci, Clara Colosimo, Gigi Reder, Tuccio Musumeci, Rita Capobianco, Gianfranco Barra

Soggetto: Monica Felt

Sceneggiatura: Roberto Leoni, Pier Francesco Pingitore, Gianfranco Bucceri

Fotografia: Federico Zanni

Musiche: Dimitri Gribanovski

Montaggio: Alberto Moriani

Durata: 87

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: PANORAMICO

Tratto da: "Il Giornalino di Gian Burrasca" di Vamba (Luigi Bertelli)

Produzione: FILMES NUOVA DAINA

Distribuzione: MEDUSA - DELTAVIDEO

CRITICA
"Il notissimo libro di Vamba fatto scempio da Alvaro Vitali & compagnia. I personaggi e le situazioni vorrebbero essere gli stessi del "Giornalino", ma è lo spirito che è diverso, purtroppo. Vitali fa cilecca anche al botteghino delle prime visioni." (Segnocinema).