Rimontare il Natale

"Volevamo prenderci una pausa e celebrare questo 35° compleanno dei cinepanettoni”, dice Aurelio De Laurentiis. Che manda in sala il medley Super vacanze
Rimontare il Natale

“Volevamo prenderci una pausa e mio figlio ha avuto l’idea di celebrare questo 35esimo compleanno dei cinepanettoni”, così Aurelio De Laurentiis presenta Super vacanze di Natale, un film che contiene le sequenze più memorabili e le gag più divertenti delle pellicole natalizie prodotte da Filmauro: dal cult del 1983 Vacanze di Natale agli ultimi usciti.

“Abbiamo dovuto capire come mettere insieme più di ottanta ore di film, scegliendo una struttura narrativa che unisse sia i gusti delle nuove generazioni che quelli dei settantenni e cercando di riuscire a far ridere il pubblico dall’inizio alla fine”, spiega Luigi De Laurentiis che ha scelto come regista di questa immensa antologia Paolo Ruffini perché è “un conoscitore finissimo di tutti questi film”. Centinaia di attori e tantissime location dalla storica Cortina d’Ampezzo alla Milano degli Yuppies fino a Londra e a Miami, ma anche tante colonne sonore, di certo l’operazione di mettere insieme trentatré film in uno non è stata semplice. “Ho giocato con questa materia come con il pongo e sono contento perché ho realizzato qualcosa di storico – dice Paolo Ruffini- Il mondo dei film di Natale è più bello perché la leggerezza vince su qualsiasi cosa. Sono film veri e popolari: non c’è mai una traccia di sangue e l’attore che si vede più volte nudo è Massimo Boldi. La coppia Boldi-De Sica è straordinaria, tutti gli attori e i registi che ci hanno lavorato sono incredibili. Insomma i cinepanettoni sono film d’evasione che hanno reso la mia infanzia e la mia vita più bella”.

La critica ci ha messo un po’ a guardare questi film con interesse, eppure Tullio Kezich, forse il più importante critico cinematografico italiano dell’epoca, scrisse senza timore che rideva forte durante le proiezioni. Ora di fronte a questo nuovo film ci sono già alcune critiche, in primis quella di mostrare una serie di spezzoni di film che possono tranquillamente vedersi gratis su Youtube. “Siamo di fronte a una nuova formula e credo che sarà imitata perché propone un linguaggio nuovo e fruibile. Inoltre essendo un film di montaggio costa meno”, risponde così alle perplessità il critico musicale Dario Salvatori. Poi Aurelio De Laurentiis fa un salto indietro nel tempo e racconta come nacque all’inizio degli anni ottanta il primo cinepanettone: dopo aver visto Sapore di mare (1983) dei Vanzina il produttore decise di tornare a Cortina, dove aveva realizzato Vacanze d’inverno, diretto da Camillo Mastrocinque e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio De Sica, e di girarvi un nuovo film che avesse al centro la società dell’epoca. Nacque così nel 1983 Vacanze di Natale diretto dai fratelli Vanzina, che sono considerati i padri del genere. Il film incassò ben dieci miliardi di lire. Da lì in poi, di anno in anno, De Laurentiis ha voluto fotografare la società e i suoi costumi, talvolta prevedendone anche i cambiamenti. Si è raccontato così l’edonismo craxiano, il berlusconismo, il velinismo, la grottesca umanità dei talk show e tutto quello che riguarda questi trentacinque anni di paese italico.

“Oggi dobbiamo capire come recuperare gli spazi di uscita perché l’esercizio è sempre più ingordo e fa lo spezzatino di Natale. Vogliamo fare stare questi film solo dieci giorni al cinema? C’è troppa confusione perché l’offerta è enorme”, dice Aurelio De Laurentiis che uscirà con questo film nelle sale il 14 dicembre e che quest’anno si troverà a competere con altri due film di Natale interpretati rispettivamente proprio dalla “sua” storica coppia: Poveri ma ricchissimi di Fausto Brizzi con Christian De Sica e Natale da chef di Neri Parenti con Massimo Boldi. “Non abbiamo solo queste commedie contro, ma anche cento film americani”, aggiunge Luigi che poi sottolinea: “Noi, come Filmauro, siamo sempre usciti sotto Natale, poi sono arrivati i film di Pieraccioni e Aldo, Giovanni e Giacomo. Oggi distribuiscono troppi film in poco tempo”. Infine conclude Ruffini con un po’ di nostalgia dei vecchi tempi: “Quel senso di risata nelle sale piene di gente è qualcosa che manca. La dimensione sociale del cinema ora è diventata social. Per me, come tanti altri, era proprio una liturgia andare in sala a Natale per vedere il cinepanettone ed è bello che questo patto tra produzione e pubblico sia rispettato”.

 

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