Palme, ritorni ed esordi

Luchetti e Kitano in concorso per la seconda volta. Leigh due volte vincitore, Kiarostami una. Battesimo per Liman e Amalric
15 aprile 2010
Palme, ritorni ed esordi

In attesa che venga completato l’elenco dei film in Concorso (annunciati al momento solo 16 titoli, 4 in meno rispetto alla canonica ventina), proviamo a capire quanti dei registi in gara abbiano già portato in passato i propri film sulla Croisette. Il nostro Daniele Luchetti, ad esempio, quest’anno unico rappresentante italiano in gara, torna a Cannes per la quarta volta: nel 1988 portò in Un Certain Regard il suo film d’esordio Domani accadrà, poi nel 1991 arrivò in concorso con Il portaborse e, nel 2007, ancora al Certain Regard, fu la volta di Mio fratello è figlio unico.
Gli altri registi che tornano in concorso per la seconda volta sono il giapponese Takeshi Kitano (Outrage), già in gara nel 1999 con L’estate di Kikujiro, il francese d’origine algerina Rachid Bouchareb (Hors la loi), nel 2006 presente con Indigènes e il sudcoreano Lee Chang-dong (Poetry), nel 2007 in gara con Milyand – Secret Sunshine.
Gli unici due cineasti già vincitori della Palma d’Oro sono Mike Leigh (che porta Another Year, con Imelda Staunton) e Abbas Kiarostami (Copie conforme, con Juliette Binoche): il primo vinse il Festival nel 1993 (Naked) e nel 1996 (Segreti e bugie), partecipando anche all’edizione 2002 con Tutto o niente; il secondo – in gara l’ultima volta nel 2002 con Dieci – ottenne il massimo riconoscimento nel ’97 con Il sapore della ciliegia, dopo essere stato in concorso nel ’94 con Sotto gli ulivi.
Per quanto riguarda gli altri premi, Alejandro Gonzalez Inarritu torna con Biutiful dopo aver vinto per la migliore regia nel 2006 (Babel) ed il Gran Premio della “Semaine de la Critique” con Amores perros nel 2000, così come Bertrand Tavernier (La princesse de Montpensier), in gara nel 1980 con Une semaine de vacances e premiato per la regia nell’84 con Un dimanche à la campagne.
Sono in tre, invece, ad essersi già aggiudicati il Gran Premio della Giuria: il russo Nikita Mikhalkov (in concorso nell’87 con Oci Ciornie, ottenne il riconoscimento nel 1994 per Sole ingannatore e torna sulla Croisette sedici anni più tardi presentando proprio il sequel di quel film, Utomlyonnye solntsem 2), il thailandese Apichatpong Weerasethakul, vincitore nel 2002 al Certain Regard con Sud sanaeha e del Premio della Giuria nel 2004, con Sud pralad (Tropical Malady) e il francesce Xavier Beauvois, premiato nel 1995 per N’oublie pas que tu vas mourir, quest’anno in concorso con Des hommes et des Dieux.
A capitanare i sei registi per la prima volta in lizza per la Palma d’Oro è Mathieu Amalric (Tournée), presente come attore in altre circostanze (le più recenti, nel 2009 con Visages diretto da Tsai Ming-liang, l’anno prima con Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel): insieme a lui, il sudcoreano Im Sang-soo (Housemaid), il newyorkese Doug Liman (Fair Game), il bielorusso Sergei Loznitsa (You. My Joy) – presente all’ultima edizione del Tertio Millennio Film Fest con Landscape – e il regista del Chad Mahamat-Saleh Haroun (Un homme qui crie), nel 2006 a Venezia con Daratt.

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