Libere, disobbedienti e innamorate. E pure premiate

Isabelle Huppert incoronerà la regista Maysaloun Hamond con il Women in Motion Young Talents Award: domenica 21 maggio a Cannes
Libere, disobbedienti e innamorate. E pure premiate
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Libere, disobbedienti e innamorate, l’opera prima di Maysaloun Hamoud portata nei cinema italiani dalla Tucker Film con grande successo, colpisce al cuore anche il Festival di Cannes: Isabelle Huppert, che domenica 21 maggio riceverà il Women in Motion Award, ha scelto infatti d’incoronare proprio Maysaloun Hamoud con il Women in Motion Young Talents Award!

“Tutte le donne – ha dichiarato la Huppert – devono superare, ogni giorno, innumerevoli ostacoli. La situazione, per noi, si evolve troppo lentamente, e mai a sufficienza, quindi sono veramente onorata di poter accendere i riflettori suMaysaloun Hamoud, una delle più promettenti registe di oggi. Le riot girls che descrive in Libere, disobbedienti e innamorate, sospese tra emancipazione e tradizione, sono le vere eroine del nostro tempo!”.  

Sorprendente esordio che possiamo collocare nell’asse ereditario di Caramel, Libere, disobbedienti e innamorate è una riflessione sull’indipendenza femminile. La storia di tre amiche (Salma, Nour e Laila) costrette a lottare quotidianamente per affermare il diritto di essere se stesse. Il diritto – per molti scontato – di amare e di sognare.

Mentre Hollywood plasma il terzo capitolo di Sex and the City, anche Libere, disobbedienti e innamorate (coproduzione franco-israeliana firmata da Shlomi Elkabetz, il regista di Viviane) ci racconta brillantemente una città e ci parla schiettamente di sesso: una Tel Aviv metropolitana che ribolle di cultura underground, tre giovani donne divise dalle pulsioni e rese gemelle dalla necessità di essere forti. Più forti di chi le tradisce, più forti di chi le giudica, più forti di chi le umilia.

“La mia generazione – spiega Maysaloun Hamoud – non può convivere ancora a lungo con i codici obsoleti della società patriarcale e dello sciovinismo: è tempo di mettere le carte in tavola. Se continuiamo a nascondere le nostre paure sotto il tappeto, finiremo per inciamparci sopra e sarà troppo tardi”.

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