Dati cinema 2016: +6%, ma solo grazie a Zalone

Durante le Feste di Natale calo disastroso rispetto al 2015: incassi a - 38,06%. Rutelli dell'Anica: "Dobbiamo superare la stagionalità, occorre risposta industriale"
Dati cinema 2016: +6%, ma solo grazie a Zalone
Checco Zalone

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Crescono gli incassi del box office cinematografico italiano nel 2016 ma il segno positivo si deve in parte consistente all’effetto Zalone, tanto è vero che senza di lui, nel periodo natalizio appena trascorso (dal 16 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017) si è registrato un nettissimo calo tanto delle presenze (- 35,71%) quanto degli incassi (- 38,06%) a fronte di un affollamento di film senza precedenti (ben 29 nuovi titoli). Secondo i dati Cinetel, presentati questa mattina all’Anica dal nuovo presidente Francesco Rutelli, i biglietti venduti nel 2016 sono stati infatti 105.385.195, con un incremento del 6,06% rispetto al 2015. Crescono anche gli incassi: 661.844.025 di euro, con un aumento del 3,86%. Un trend positivo rispetto anche al 2014, con un incremento pari al 15,14% per le presenze e al 15,05% per gli incassi.
Aumenta la quota di mercato del cinema italiano che in termini di presenze nel 2016 sale al 28,71% contro il 21,35% del 2015. A questo hanno senz’altro contribuito il film campione d’incassi di Zalone Quo vado?, che da solo ha totalizzato oltre 9.300.000 presenze in sala e oltre 65,3 milioni di euro di incasso, e Perfetti sconosciuti, che si piazza al secondo posto della top 10 del box office con oltre 2.700.000 presenze e oltre 17,3 milioni di euro. In calo la quota di mercato del cinema statunitense, passata dal 60,01% del 2015 al 55,19% del 2016. Cresce invece il numero di film distribuiti che nel 2016 sono stati 554, a fronte dei 480 del 2015.
“Il bilancio è positivo ma non dobbiamo nasconderci che ci sono dei problemi da risolvere, primo fra tutti la stagionalità: vogliamo che il cinema viva 12 mesi all’anno e su questo abbiamo creato un apposito gruppo di lavoro. Il problema è industriale e occorre dare una risposta industriale”, ha detto Rutelli presentando i dati e commentandoli insieme ai presidenti Anec, Luigi Cuciniello, Anem, Carlo Bernaschi, Sezione Distributori Anica, Andrea Occhipinti, Sezione Produttori Anica, Francesca Cima, all’amministratore delegato di Cinetel, Richard Borg, e al direttore generale Cinema del MiBact, Nicola Borrelli.

208 film italiani nelle sale ma molti non raggiungono le 1.000 presenze: “L’ambizione della nuova legge di sistema sul cinema – ha sottolineato Borrelli – è di non accontentarsi del +6%, che comunque è il risultato peggiore tra i Paesi europei”. Inoltre dei 554 film distribuiti nel 2016 “208 sono titoli italiani. Ma solo 3 – ha rilevato Borrelli – si piazzano tra i primi venti incassi. Molte di queste uscite sono ‘tecniche’, avvengono cioè solo per poter ottenere dei finanziamenti”. E infatti “molti non raggiungono nemmeno le mille presenze in sala”, gli ha fatto eco Cima. “Su questo fenomeno però la nuova legge e i decreti attuativi in arrivo dovrebbero porre un certo freno”, ha aggiunto Borelli.
“Ormai gli anni cinematografici si dividono in ‘con Zalone’ e ‘senza Zalone’, proprio come fosse il Redentore. Ma non possiamo nasconderci i problemi che abbiamo di fronte: occorre diversificare l’offerta ed evitare la concentrazione di tanti titoli in brevi periodi”, ha sottolineato Cuciniello. Mentre Francesca Cima ha rincarato la dose evidenziando come, a parte i film campioni d’incassi, “per gli altri si registra una riduzione dell’incasso medio”.
Tutti, da Anec ad Anem ed Anica, hanno concordato sul fatto che la concentrazione delle uscite solo in una parte dell’anno vada superata con una stagione estiva che abbia grandi uscite (“soprattutto blockbuster americani in grado di portare il pubblico nelle sale anche con il caldo”, ha detto Occhipinti) e con una diversificazione sempre maggiore dell’offerta.

Sul cinema a 2 euro luci ed ombre ma il bilancio si traccerà a febbraio. Ad alcune di queste istanze dovrebbero rispondere la nuova legge sul cinema ed i relativi decreti attuativi (“saranno una quindicina – ha spiegato Borrelli – e due e mezzo sono già pronti…”).
Quanto all’iniziativa lanciata nel settembre scorso di una giornata mensile in cui si va al cinema a 2 euro, il bilancio di tutti gli attori del mercato è stato cauto: “I segnali sono ampiamente positivi – ha affermato Borrelli – ma il bilancio lo faremo alla fine. Qualcosa va fatto per riavvicinare gli italiani al cinema e questo è stato un primo tentativo”.
“I 2 euro sono un esperimento che valuteremo a febbraio – ha concordato Rutelli – quando si concluderà. Ci sono dati positivi, come il fatto che gruppi di ragazzi vanno al cinema tutti insieme, e aspetti più critici. Come Anica abbiamo commissionato una ricerca su questo esperimento ma un’altra ancora più importante viene effettuata sugli italiani che non vanno al cinema. Vogliamo capirne le ragioni e cercare di riportarli nelle sale”, ha detto Rutelli.

“Gli italiani stanno tornando al cinema e l’aumento del numero degli spettatori in sala è un’ulteriore conferma della crescita dei consumi culturali nel nostro Paese: dal cinema al teatro, dai musei all’acquisto dei libri, fino ai concerti, in questo 2016 il segno è stato positivo”.  Così il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini commenta i dati Cinetel che, nell’ultimo anno, hanno registrato una crescita del 6,5% delle presenze al cinema. Per il Ministro “il cinema è tornato ad essere centrale nell’agenda di governo, dalla nuova legge di settore – che aumenta le risorse, modernizza le regole e promuove la rinascita delle sale cinematografiche –  alle diverse promozioni per far riscoprire il fascino del grande schermo”.

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