Chiavi spezzate

"Il cinema è arte e deve fare in modo che il pubblico si faccia delle domande", dice Louis Nero. Che torna nelle sale con The Broken Key, dal 16 novembre
Chiavi spezzate

“L’idea del film è nata tre anni fa. E’ stato un parto lungo e complicato anche perché ho dovuto gestire un cast che veniva da diversi paesi”, dice Louis Nero alla presentazione del suo nuovo film, The Broken Key (La chiave spezzata), che vede impiegato sul set tutto torinese un cast internazionale: Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Franco Nero, Andrea Cocco, Diana Dell’Erba e tanti altri.

“Racconto un po’ il viaggio dell’eroe, la missione che compie una persona. Un percorso dal quale poi esce cambiato”, prosegue il regista che è tornato dietro la macchina da presa dopo Il mistero di Dante con una storia fantascientifica ambientata nel 2033. Nel film il ricercatore britannico Arthur J. Adams, interpretato da Andrea Cocco, grazie alle pressioni del professor Moonlight, suo padre putativo, decide di intraprendere un viaggio alla ricerca del pezzo mancante di un antichissimo papiro contenente un grande segreto e protetto dalla terribile setta dei figli di Horus. Al suo fianco ci sarà Sara, interpretata da Diana Dell’Erba.

“Mi piace perché il mio personaggio cambia come una farfalla”, dice Andrea Cocco a proposito di Arthur: “Un nome in omaggio del Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda” precisa il regista. Nel tentativo di salvare l’umanità Arthur dovrà affrontare incredibili vicissitudini e dovrà cercare di comprendere cosa si nasconde dietro una serie di efferati omicidi. Non sempre però si afferrano i vari significati nascosti del film. “Bisogna vederlo più volte per capirlo- dice Diana Dell’Erba-. Ci sono differenti letture, un po’ come nel precedente Il mistero di Dante. Ogni battuta, ogni location, ogni inquadratura ha un significato che bisogna imparare a decifrare. E’ questo il fascino di The Broken Key”.

Nel film c’è anche un killer spietato che agisce ispirandosi ai dipinti di Hieronymus Bosh (1450-1526), pittore rinascimentale che faceva parte di un gruppo filosofico riconducibile ai leggendari seguaci di Horus, custodi di un segreto che avrebbe potuto cambiare le sorti del mondo. Ma non potrebbe risultare di difficile interpretazione per chi non conosce la pittura di Bosh e sa poco di esoterismo? “Il cinema è arte e la sua funzione è quella di fare in modo che il pubblico si faccia delle domande. Poi può non darti alcuna risposta. Deve rimanere quel velo di mistero tra lo spettatore e il cinema”, risponde il regista, che poi aggiunge: “Il mio riferimento principale è stato Dante. Ad una prima lettura questo film è ostico. Però ci sono opere che io ho rivisto 800 volte proprio per capirle pienamente”.

The Broken Key è stato prodotto e sarà distribuito con 200 copie dal 16 novembre da L’Altrofilm, la casa di produzione e distribuzione indipendente fondata nel 1998 da Louis Nero. Tra i tanti misteri del film però  rimane anche quello dei costi di produzione, sul quale il regista preferisce glissare. Sicuramente non è stata un’operazione a basso budget visto che è un lungometraggio con un grande cast internazionale, con “musica orchestrale dal vero” e con molti effetti speciali. Nel film anche un cameo di Franco Nero: “Ho interpretato un grande architetto, un egittologo che ha progettato il tempio di Salomone”.

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