Boldi apparecchia un Natale da chef

"Il cinepanettone? Ormai è diventato la torta della nonna, anzi, del nonno, che sarei io", dice l'attore. Diretto da Neri Parenti, in sala dal 14 dicembre
Boldi apparecchia un Natale da chef

“Il cinepanettone? Ormai è diventato la torta della nonna, anzi, del nonno, che sarei io”. Parola di Massimo Boldi, campione del sottogenere natalizio, che ritrova il suo regista Neri Parenti in Natale da chef, distribuito da Medusa su 450 schermi dal 14 dicembre.

Nel cast Dario Bandiera, Rocio Munoz Morales, Paolo Conticini, Francesca Chillemi, Enzo Salvia, Barbara Foria, Maurizio Casagrande, Milena Vukotic, Loredana De Nardis e Biagio Izzo, segue lo chef incapace Gualtiero Saporito (Boldi) alle prese con la gara d’appalto per apparecchiare il prossimo G7: con l’aiuto di un sous chef affetto da anosmia (Izzo), una pasticcera (Munoz Morales) che anziché farle esce dalle torte e un sommelier astemio (Bandiera) riuscirà a conquistare la giuria?

“La cucina del cinepanettone è sempre la stessa: argomenti leggeri e desiderio di far ridere, poi alcuni vengono bene, altri meno”, dice Parenti, e lancia una frecciata ad Aurelio De Laurentiis che con Filmauro porta in sala il collage Super vacanze di Natale: “Ci fanno un film con i nostri film…”.

Sullo stesso registro, Izzo: “Far ridere la gente, questo è il cinepanettone, e Natale da chef è il migliore di tutti”, Boldi: “Ha 35 anni, il cinepanettone, e ha sempre fatto divertire” e Slavi: “Garantiamo un momento di evasione, in un periodo di crisi”, mentre sul versante femminile una inizialmente “perplessa e impaurita” Morales parla di “cinepanettone 2.0” e Barbara Foria confessa: “Ci sono cresciuta con questi film”.

Se Casagrande sottolinea come “i cinepanettoni tengono in piedi tutta la macchina del nostro cinema”, Parenti conclude: “La tendenza a trattare i personaggi femminili in maniera diversa era già presente, e riguarda la scelta stessa delle attrici: non ci sono più le starlette del momento, le Belen, e personalmente credo sia anche un fatto anagrafico”.

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