Addio a George Romero

Il cinema dell'orrore perde uno dei suoi più grandi maestri: il padre dei morti viventi aveva 77 anni
17 luglio 2017
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Addio a George Romero
George Romero
Il cinema dell’orrore perde uno dei suoi più grandi maestri: è morto George Romero, autore de La notte dei morti viventi e padre di tutti gli zombie. Aveva 77 anni e da tempo era ammalato di cancro ai polmoni.
Newyorkese di nascita (4 febbraio 1940), ma pittsburghiano di adozione, dove si trasferì per studiare teatro, Romero, dopo aver fondato una propria casa di produzione, la Latent Image, fa il suo esordio al cinema con La notte dei morti viventi (Night of Living Dead, 1968), destinata a rivoluzionare per sempre il genere horror. Il film ebbe due seguiti, Dawn of the dead (1979; Zombi) e Day of the dead (1985; Il giorno degli zombi), che idealmente compongono la ‘trilogia dei morti viventi’.
Costato una miseria e girato nei weekend liberi, Night of Living Dead colpisce per come sa trasformare una situazione tipica dell’horror – l’assedio a una casa isolata da parte di una minaccia costituita in questo caso da un’orda di di morti viventi – in un espediente di critica sociale e politica.
Invece di reagire eroicamente al pericolo, il gruppo assediato di sette persone (un campione della società americana) viene sterminato più per la propria stoltezza che per gli zombi. Unico a salvarsi, un afroamericano, freddato però dalla polizia in quanto scambiato per morto vivente. Innovativo anche per stile – viene girato alla maniera di un documentario, con movimenti di macchina a spalla continui, un ruvido b/n e l’utilizzo di attori non professionisti – il film lancerà la moda dello zombie, perfetta macchina allegorica di critica sociale.
In fondo lo zombi è una perversione materialistica dell’idea d’immortalità, un figlio del consumismo (come si chiarirà con il secondo capitolo della trilogia, scritto con Dario Argento), di cui Romero fissa anche caratteristiche comportamentali (una certa ottusità unita all’impaccio nel modo di muoversi), eziologia (si diventa zombi per contagio, causato attraverso il morso dell’infetto) e corrette pratiche di eliminazione (una pallottola in testa).Il cinema sfrutterà in lungo e in largo quest’ultimo grande mito della settima arte, dalla versione splatter italiana di Lucio Fulci (Zombi 2, 1979, e Zombi 3, 1988) alle ultime perifrasi socio-politiche che si arricchiscono di ulteriori letture mathesinionane, come 28 giorni dopo di Danny Boyle, Io sono leggenda di Lawrence e World War Z di di Marc Forster.

Nella filmografia di Romero non ci sono però solo gli zombi. Val la pena citare almeno tre film che il regista girò tra l’uno e l’altro della trilogia: The Crazies (1973; La città verrà distrutta all’alba), dove un virus di origine batteriologica si diffonde in una città di provincia portando la pazzia nei suoi abitanti, da leggere come metafora della guerra in Vietnam; e Knightriders (1981), dove Romero traspone l’epopea cavalleresca medievale in una comunità di motociclisti del Midwest.
Memorabile anche la sua versione grottesca del coming-of-age adolescenziale in Martin (1979), con cui Romero apporccia il filone vampiresco. Altri titoli da ricordare: Monkey shines ‒ Esperimento nel terrore (1988), Due occhi diabolici (1990, di produzione italiana e tratto da E.A. Poe, in due episodi, di cui uno diretto da Argento) e il bellissimo La metà oscura (1992), adattamento del romanzo di Stephen King con cui Romero intensifica la sua visione politica dell’horror e cambia registro, optando per una dimensione più psicologica e meno carnale della paura.
Dopo un lungo periodo di inattività, Roma torna dietro la macchina da presa nel 2000 R. con Bruiser ‒ La vendetta non ha volto, in cui un uomo approfitta del suo volto che si trasforma in una maschera bianca per compiere ogni genere di mostruosità. Negli ultimi anni si era dedicato a una nuova trilogia sui morti viventi – La terra dei morti viventi (2006), Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009), quest’ultimo presentato alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia – che ne hanno confermato la vocazione politica all’horror e lo spirito totalmente anarchico.
Il suo ultimo lavoro, commissionato dalla Marvel nel 2012, è un fumetto sugli zombi, intitolato Empire of the Dead. Il primo numero era uscito nel gennaio 2014, con disegni curati da Alex Maleev.
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