7 giorni a Levanzo con Alessia Barela

"Le donne spesso vivono di luce riflessa: la moglie di, l'amante di. Qui no", promette l'attrice. Dal 24 agosto in sala, con Bruno Todeschini, per la regia di Rolando Colla
7 giorni a Levanzo con Alessia Barela

“Le donne spesso vivono di luce riflessa: la moglie di, l’amante di. In questo film il personaggio invece vive indipendentemente dal rapporto che ha con il compagno e per questo è stato un lavoro molto interessante”. Così l’attrice Alessia Barela parla del suo ultimo ruolo da protagonista nel film di Rolando Colla intitolato 7 giorni che uscirà in sala il 24 agosto distribuito da Solaria Film – Movimento Film. Al suo fianco nei panni di Ivan, un botanico che scrive articoli accademici e gestisce un erbario e che è ormai deluso dalla sua capacità di amare, ci sarà l’attore svizzero naturalizzato francese Bruno Todeschini. I due si incontrano su una piccola isola siciliana per organizzare il matrimonio del fratello di lui (Marc Barbè) con la migliore amica di lei (Linda Olsansky). Subito una forte passione li travolge, ma, per diverse ragioni, entrambi tendono a ritirarsi: lui è ancora ferito dal fallimento del suo ultimo rapporto e lei ha paura di mettere a repentaglio una storia che dura da oltre quindici anni.

“Il mio personaggio è una costumista che si trova a dover scegliere tra un amore passionale e un amore razionale- dice Alessia Barela- Il rapporto con il suo compagno è basato su un sentimento di gratitudine. Ha soffocato tutta la sua parte passionale che riemerge quando incontra Ivan”.

Protagonista di 7 giorni è anche l’isola di Levanzo, che è la più piccola delle Egadi: “L’isola è stata necessaria per descrivere questi due personaggi che si devono fermare per forza e allontanarsi da una società che li distrae”, spiega Alessia Barela, che poi racconta come il regista Rolando Colla, con cui già aveva precedentemente lavorato in Giochi d’estate, inizialmente voleva scegliere un’isola francese. Ma la decisione è andata su Levanzo proprio perché: “è un’isola con poche distrazioni, un po’ claustrofobica. Di fatto Levanzo è bellissima, ma non c’è nulla: né una farmacia, né un bancomat. C’è solo un posto dove mangi quello che arriva quel giorno. E’ un’isola che puoi starci bene solo se stai bene con te stesso. In più da contratto non potevamo allontanarci, non potevamo neanche andare nella vicina Favignana che ci sembrava il luna park. Ma questo isolamento è stato fondamentale nella costruzione dei personaggi”.

Insomma 7 giorni è un film contro la rassegnazione dove recitano anche attori non professionisti come gli abitanti dell’isola. “Per Rolando è una vera ossessione quella di rappresentare la verità il più possibile”, racconta l’attrice che poi conclude: “E’ maniaco della precisione e per ottenere quello che vuole è pronto a tutto. Anche Bruno Todeschini è una persona speciale, di grande umiltà e sensibilità. E’ stato subito autentico ed empatico. Nelle scene di nudo quasi mi proteggeva perché eravamo intimiditi. Fisicamente è fortissimo, ma allo stesso tempo è anche molto fragile e malinconico”.

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