Pontefici e cinema, un rapporto controverso

"Dalla Chiesa atteggiamento immediatamente positivo e di audace incoraggiamento verso il grande schermo", dice il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede Mons Dario E. Viganò, in occasione dell'inaugurazione alla Triennale di Milano della mostra Papi in soggettiva
3 ottobre 2017
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Pontefici e cinema, un rapporto controverso
Mons. Dario E. Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede (@Andrea Cherchi)

“Sin dai primi tempi di crescita del fenomeno cinematografico, si può dunque notare l’emergere in seno alla Chiesa di un atteggiamento immediatamente positivo e di audace incoraggiamento verso il nuovo strumento, a cui è seguito, in parallelo, un severo monito contro un suo uso improprio. Il cinema dunque come dono, ma anche come responsabilità. ”
E’ un passo del lungo intervento fatto ieri dal Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede Mons Dario E. Viganò, in occasione dell’inaugurazione alla Triennale di Milano della mostra Papi in soggettiva. I pontefici, il cinema, l’immaginario.

Viganò ha ripercorso idealmente le tappe storiche e interpretative di un percorso certamente difficile, in un’evoluzione dei rapporti tra la Chiesa e il grande schermo “che ha portato sempre più i pontefici a valorizzare il cinema come lo strumento straordinario in grado di affrontare e veicolare temi di grande significato e valore dal punto di vista etico e morale”.

Disponibile alla Triennale di Milano fino al 18 ottobre, Papi in soggettiva è un lavoro unico nel suo genere, un lavoro che ha coinvolto figure della critica cinematografica di area cattolica e ricercatori della Normale di Pisa, i quali hanno messo in campo competenze, pazienza e rigore per scandagliare i diversi archivi esistenti sul tema – dalla Santa Sede all’Istituto Luce, dalle teche Rai a quelle delle tantissime  fondazioni sparse sul territorio italiano che conservano uno spicchio piccolo ma importantissimo di memoria – per ritrovare il filo di un rapporto, quello tra i pontefici e il grande schermo, tormentato e ambivalente, a suo modo esemplare nel rendicontare il potere del cinema lungo il processo di secolarizzazione che dal ‘900 in poi ha investito il Sacro e le sue configurazioni.

La mostra è a cura della Fondazione Ente dello Spettacolo.

In allegato l’intervento integrale che il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede Mons. Viganò ha fatto ieri all’inaugurazione della mostra alla Triennale. Papi in soggettiva_Intervento Mons Vigano

 

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