Judd Apatow, il trasformista

Lo zio strambo della commedia americana, stavolta in sala con Un disastro di ragazza. Scritto e interpretato da Amy Schumer
18 settembre 2015
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Judd Apatow, il trasformista
Judd Apatow

Per la prima volta il regista di 40 anni vergine e Molto incinta ha diretto una sceneggiatura non sua. Judd Apatow si è infatti fidato dell’atro nascente della comicità americana Amy Schumer, che in Un disastro di ragazza (appena uscito in sala con Universal) mette in scena molta della sua vita vissuta. Un’esperienza nuova per il regista, che ce l’ha raccontata con tutta la sua sincerità.

UnDisastroDiRagazza

Un disastro di ragazza

Come è stato il rapporto con Amy Schumer sul set del film?
Semplice: lei dettava gli ordini e io eseguivo. Non c’è stato molto dibattito durante le riprese perché ciò che abbiamo girato è talmente personale per Amy che lei sapeva al meglio come gestire i toni e le situazioni della sceneggiatura. A me rimaneva il compito di sistemare il set e tutto il resto. Quello che faceva e diceva era così vero che dovevo per forza prenderlo come buono. Prima di questa avevamo lavorato a un’altra sceneggiatura, ma alla fine per lei non funzionava e così le ho consigliato di scrivere qualcosa di più personale, qualcosa che alla fine si avvicinasse molto a ciò che ha fatto Kristen Wiig con Le amiche della sposa. Mi piace quando qualcuno racconta veramente la sua storia.

Non teme che questo diventi più “un film di Amy Schumer” che di Judd Apatow?
No, è così infatti. Nei miei lungometraggi precedenti ho affrontato praticamente tutte le fasi della mia esistenza, al momento credo che Amy abbia molto più da dire di me, per questo ho lavorato con entusiasmo alla sua sceneggiatura. Quello che potevo fare era aiutarla a dare forma alla sua visione.

Judd Apatow

Judd Apatow

Dalle sue parole sembra essere rimasto davvero colpito dal talento della Schumer.
Non credo che un ritratto femminile sincero come quello che Amy propone, in questo film come nel suo show, sia stato rappresentato spesso al cinema o in televisione. Una donna che ha difficoltà con il concetto d’intimità, si sente più a suo agio a bere e fumare erba, ha relazioni insignificanti perché ha paura di connettersi veramente. Amy si trova a suo agio a parlare e a mostrare questo aspetto della donna contemporanea: quante altre attrici sono disposte a farlo?

Una scena del film

Una scena del film

Prima della Schumer ha lanciato talenti come Seth Rogen, Jonah Hill e Lena Dunham. Come si sente nel ruolo di figura paterna per questi comici?
Seth una volta affermò che più che padre potrei essere al massimo uno zio strambo. Mi piace questa figura. Mi piacciono le persone divertenti, non sto attento al fatto che siano uomini o donne. Sono stato fortunato a incontrare artiste come Lena Dunham, Kristen Wiig e adesso Amy Schumer. Ma sono semplicemente un fan di persone che sono spassose quando raccontano le loro storie. Sono come un ammiratore che vuole essere parte del processo creativo di persone che ammira. Mi piace provare a dar voce a persone che credo meritino di essere ascoltate. Sono una specie di general manager della commedia, di quelli che invece nello sport scelgono i giocatori al draft NBA o NFL. Mi è capitato anche di non sapere come gestirli: ho avuto ad esempio Kevin Hart in un mio show, abbiamo fatto un pilot TV, eppure non sono stato capace di tirar fuori il grosso successo per lui. È capitato anche con Amy Poehler ad esempio: ho fatto due pilot con lei. Ho prodotto uno show con Ben Stiller che è stato cancellato subito, ma sapevo che era un attore divertente e il tempo l’ha dimostrato. Qualche volta capisco che questi sono talenti ma non so come tirarne fuori il genio.

Cosa pensa della nuova ondata di attrici comiche che si spingono oltre limiti che prima non si aveva il coraggio di superare?
Nei film i personaggi hanno la dignità che gli scriviamo addosso, il fatto è che il pubblico forse ancora non è del tutto abituato a vedere le donne sul grande schermo comportarsi come i peggiori uomini. È un tabù psicologico che ancora possediamo, ma penso che con personaggi come Kristen Wiig, Lena Dunham e Amy Schumer le cose possano cambiare nel tempo. Per fortuna adesso nelle scuole di cinema, soprattutto a New York, ci sono un sacco di studentesse che sono ispirate dal lavoro di queste artiste, e credo che nel prossimo futuro saranno loro a stravolgere questi equilibri.

 

 

Adriano Ercolani
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