Percorsi onirici e atmosfere smarrite: l'ungherese Eszak, eszak di Csaba Bollok incanta Bergamo
Percorsi onirici, atmosfere smarrite, personaggi straniati e stranieri a loro stessi, un agire senza senso e senza punti di riferimento. Eszak, eszak(Nord, nord) di Csaba Bollok, presentato al Bergamo Film Meeting nella sezione “Nuovo cinema ungherese”, è un film affascinante ed eccentrico sul desiderio di libertà anche fine a se stesso, fosse anche un girare a vuoto senza più bussole. Un giorno Juli si allontana da casa in bicicletta, intenzionata ad andare verso Nord. Man mano che scende la sera, capisce di essersi perduta. Il padre allora incarica un giovane, Misi, di ritrovarla. I diversi percorsi dei due attraversano un Paese bizzarro e a tratti inquietante, dove gli stessi abitanti sembrano alieni in casa propria. Il candido Misi, che sogna di fuggire in motocicletta con la ragazza e per questo gira sempre con il casco in mano e tre improbabilissimi criminali che vorrebbero sequestrare Juli, completano un tragicomico quadro di smarrimento e frustrazione, di sogno e stupore.