"Troppo intelligente per gli Oscar": il film di Garrone secondo il regista serbo. Che dirigerà il Pancho Villa Johnny Depp...
“Gomorra è arte assoluta, capace di ricreare la profondità e la forza che al vostro cinema mancava dal neorealismo. Mi ha stupito, e l’avevo invitato al mio festival: non sono venuti confidando nella candidatura agli Oscar, ma gliel’avevo detto: “Non ne avete bisogno, capisco l’importanza degli Oscar, il grande equilibrio tra cinema commerciale e artistico, ma Gomorra è troppo intelligente ed intellettuale per loro””. Dopo il giudizio negativo di Francis Ford Coppola, Gomorra di Matteo Garrone – sotto La Mole per presentare “il film della sua vita”, Io la conoscevo bene di Pietrangeli - si prende una bella rivincita per bocca di Emir Kusturica, che domani sera riceverà alla cerimonia conclusiva del festival il Gran Premio Torino: “Un vero onore, perché con gli italiani noi serbi condividiamo la stessa estetica. E so bene quanto il cinema significhi per Gianni Amelio”. Ma Garrone non è l’unico collega italiano lodato da Kusturica, che cita anche Visconti e Bertolucci, “un grande intellettuale del cinema europeo”, e definisce il Neorealismo “la mia influenza cruciale”. Ma nel suo pantheon, il primo posto spetta a Fellini, di cui il regista di Underground (presentato stasera al festival in una versione di quasi 7 ore) ricorda come giovanissimo tentò di vedere invano Amarcord finendo addormentato sette volte su sette proiezioni: “Poi l’ho visto venti volte, e non passa anno in cui non lo riveda in almeno due occasioni”. Meno tenero, per usare un eufemismo, Kusturica è viceversa nei confronti del cinema americano: “Non piaccio a Hollywood, e ricambio: va bene così, e l’ho capito da tanto tempo. Nei primi decenni del ‘900 Hollywood generava l’idealismo, e da Capra a Lubitsch l’amavo per questo. Ma dalla fine degli anni ’70 all’inizio dei ‘90 è diventato una schifezza, e per parte mia non merita di ricevere né analisi né attenzioni”. Kusturica prenderà però un attore hollywoodiano, Johnny Depp, per il suo nuovo film Seven Friends of Pancho Villa and the Woman With Six Fingers, che andrà sul set a gennaio 2011 esauriti gli impegni dell’attore: “Johnny sarà Pancho e reciterà in spagnolo, ho appena finito di scrivere la sceneggiatura. Pancho è stato un grande rivoluzionario, e io amo i rivoluzionari e i banditi. Ha avuto una vita straordinaria: da bandito a governatore a ricercato, con un epilogo grandioso”. Ma prima, tra aprile e settembre dell’anno prossimo, Kusturica girerà in Israele Cool Water, “storia di uno spogliarellista palestinese che torna in patria dalla Germania perché il padre sta morendo e il fratello si sta sposando: per seppellirlo andrà da Gaza a Ramallah, e anziché durare gli abituali 15 minuti il suo sarà il viaggio di una vita, e il film un road-movie. Non parlerò né di banditi né dell’occupazione, sarà poetico e toccante”. Da ultimo, due parole su Underground: “L’ho girato nel periodo più difficile della mia vita: avevo perso il mio paese (Bosnia Erzegovina), la mia città (Sarajevo) e la mia casa, e li tenevo insieme solo attraverso questo film, per il quale sono stato accusato politicamente. Quando lo vedo oggi non mi riconosco più: ero al picco della mia energia vitale”.