Il 10 marzo il presidente del Centro nazionale di cinematografia francese, Veronica Cayala, ha comunicato i dati relativi al 2009 riguardanti la produzione nazionale cinematografica. La crisi economica-finanziaria, ancora in atto, ha determinato una caduta del 26,3% degli investimenti nel settore rispetto al 2008 con una più modesta contrazione del numero dei film finanziati, pari al 7% (da 196 a 182). La contrazione degli investimenti ha pareggiato la performance economica a quella del 2005.
Nel 2009 il budget più elevato per un lungometraggio è stato di 31,4 milioni di euro per il film di
Luc Besson Les aventures extraordinaires d’Adèle Blanc Sec. L’anno scorso per il film dello stesso regista, il secondo capitolo delle avventure di
Arthur, il budget, ancorché non usuale, fu quasi il doppio.
Il livello di impegno finanziario è risultato complessivamente più basso rispetto al 2008 sicché solo undici film hanno presentato un preventivo superiore ai 15 milioni ed il numero dei cortometraggi con costi inferiori al milione anch’essi si sono contratti passando da 44 a 28. Il crollo ha riguardato soprattutto la quota parte relativa ai diritti di gestione all’estero mentre una riduzione significativa si è registrata nel campo delle catene televisive per le trasmissioni in chiaro e criptate con una percentuale media di riduzione del 27%. Per esempio il canale 1 della televisione francese ha finanziato o condiviso economicamente solo 13 film, contro i 20 del 2008.
Persino i cachet degli attori, soprattutto quelli principali, risultano ridotti. A fronte di una indubitabile crisi che ha toccato ovviamente anche la nazione d’Oltralpe, la struttura pubblica ha sostenuto il mercato aumentando la sua quota di finanziamento globale passando dal 15% al 19%. Il sostegno ha privilegiato i titoli più rischiosi e meno appetibili dal mercato come il film in costume di
Bertrand Tavernier La Principessa di Montpessier. I film di cassetta nazional-popolari non hanno, invece, trovato difficoltà al finanziamento.