Modalità Aereo

ITALIA - 2019
3/5
Modalità Aereo
Diego è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano pulisce i bagni dell'aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso. Possiede un cellulare del 1994 di cui va molto fiero. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sidney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano lo trova... ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in "modalità aereo", le vite di entrambi non saranno più le stesse...
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35), DCP
  • Produzione: LUCA BARBARESCHI PER CASANOVA MULTIMEDIA, ELISEO CINEMA CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 21 Febbraio 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Fausto Brizzi torna alla regia, e supera le sue ultime prove, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi, nonché la quasi totalità delle commedie italiane ultime scorse. Si capisce, non ci vuole molto. Archiviate le accuse di violenza sessuale a suo carico, sceglie un sintomatico titolo, Modalità aereo, e cambia casa: non più la Wildside, che ha/fu abbandonato al montare dello scandalo nell’autunno del 2017, ma la Eliseo Cinema, via la Casanova Multimedia, di Luca Barbareschi, che gli produrrà altri due film.

Nel cast Paolo Ruffini, anche soggettista e sceneggiatore nonché titolare dell’idea originaria, Lillo, Violante Placido, Dino Abbrescia e Caterina Guzzanti, Modalità aereo inquadra Diego (Ruffini), imprenditore vinicolo di successo, arrogante e social, e Ivano (Lillo), umile addetto alle pulizie all’aeroporto di Fiumicino: il secondo si ritrova tra le mani lo smartphone del primo, imbarcato su un volo di 24 ore per Sydney, e perché non sfruttare la possibilità?

Ruffini se la cava meglio del solito, Lillo si dà anima e balletto, complice l’idolatrata Sabrina Salerno, gli altri a ruota in buon ordine, con nota di merito per una Violante Placido assertiva, le magagne in sceneggiatura non mancano, sopra tutto al principio, laddove l’impossibilità di riparare all’imprevisto da parte di Diego è trattata in maniera quantomeno farraginosa, se non inverosimile tout court: pazienza, si fa per dire, andando avanti il film migliora, stigmatizzando però la limitatezza temporale e la pochezza drammaturgica dell’innesco narrativo, ovvero lo scambio di protesi identitaria, il suddetto telefonino.

Però Brizzi ha mestiere, corregge, letteralmente, la rotta, titilla la commedia degli equivoci, solletica il one man show di Lillo, assicura un divertimento non grande, per carità, ma solido. Alcune battute vanno a segno: “Negli anni ’60 i ricchi erano grassi e i poveri magri, oggi il contrario”, “Lo Spirito Santo i poveri non li aiuta”, “La fecondazione finta, quella assistita”, “Quella è una profumiera, te la fa annusare”, e Brizzi se ne ritaglia più d’una pro domo sua, tipo “La regola è non scoraggiarsi, anche un calcio in culo fa andare avanti”. O, forse lo inquadra meglio, “ci sono uomini che ci provano e uomini che ci riescono”.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: CLAUDIO GAETA, GIULIO CESTARI.

CRITICA

"(...) Il film si agita nella farsa ma non è una sit com per bambini, ha un certo ritmo, il cast funziona, Lillo è in forma, Caterina Guzzanti diverte; evidente nel finale che Brizzi, reduce da un colata di accuse, mette ad hoc una battuta sui social non puramente casuale." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 febbraio 2019)

"(...) Impossibile non vedere il suo annus horribilis in un film che cita nell'identità del protagonista ricordi di imprenditori suicidatisi (Gardini) mettendo in scena gogna mediatica (costanti inquadrature di tg di Rai News 24 sul crollo sociale della vita di Gardini), diffamazione, perdita di status sociale, paranoie di complotti affaristici, tradimenti di amici e famiglie spezzate. È come se il regista romano avesse voluto esorcizzare e rielaborare gli ultimi 12 mesi con una delle cose che ama e conosce meglio al mondo: la commedia. Strepitoso tutto il cast con un Ruffini mai così maturo e sottile (bella la sua love story con una spigliata Violante Placido) spalleggiato da un Lillo e Abbrescia perfetti come duo comico di disperata vitalità." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 febbraio 2019)
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