Palombella rossa

ITALIA - 1989
Michele Apicella, un deputato comunista trentacinquenne, giocatore di pallanuoto, sta attraversando una profonda crisi, sia per ciò che riguarda la sua fede politica che la sua stessa vita poichè ha perduto la memoria per un incidente e non si ricorda neppure chi è. Mentre gli altri non sembrano rendersi conto del suo stato, Michele partecipa ad una partita contro la squadra di Acireale, durante la quale, gli affiorano improvvisamente nella memoria i ricordi della sua vita passata. Eccolo, dunque, bambino, quando costretto dalla madre e dall'arbitro a tuffarsi nella piscina, che lo terrorizzava, divenne, suo malgrado, un giocatore di pallanuoto. In seguito si rivede ventenne quando, comunista fervente, portava materiale di propaganda nelle case. Mentre la partita continua, e Michele gioca piuttosto male, nelle pause ai bordi della piscina egli parla con varie persone, fra cui un giovane cattolico assillante, che respinge costantemente, e una giornalista, che lo intervista su argomenti politici, ma che lo esaspera con le sue frasi fatte. Poi si vede nelle vesti di elegante deputato partecipare a Tribuna Politica, cercando però di ripetere sempre i soliti slogan, nei quali ormai più non crede. Intanto fra immagini del presente e del passato, la partita sta per essere vinta dagli avversari e la squadra di Michele tenta di risalire ad un pareggio. Ci riuscirebbe se proprio lui non sbagliasse l'ultimo tiro decisivo: una "palombella", un tiro insidioso, lento, a parabola che può sorprendere il portiere fuori dai pali. Deluso dalla vita, Apicella, allontanandosi, ha un altro incidente, da cui esce salvo e che gli consente di ricordare quando bambino rise, "senza ragione", vedendo in una manifestazione politica un simbolico sole rosso dipinto su di un grande cartellone.

CAST

NOTE

- GIRATO IN ESTERNI ALLA TERME DI SANTA VENERA AD ACIREALE.

- DELEGATA ALLA PRODUZIONE PER LA RAI: CECILIA VALMARANA.

CRITICA

"Sotto le ironie o addirittura sotto i sarcasmi del grottesco, questo complesso film di Moretti è un'amara confessione del suo autore, il quale parla delle proprie delusioni e nevrosi." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 107, 1989)

""In verità, mentre diverte la protesta di Moretti contro il gergo dei giornali e le sbracature da discoteca, e di massima si coglie come un pregio la violenza posta da Moretti nello squarciarsi il petto per mostrarci le sue piaghe, d'altronde si fatica a capire se ci si debba commuovere su quella sconfitta o se Moretti la derida, e con essa derida i suoi coetanei che si leccano le ferite riconoscendosi in lui. Immagine grottesca di un disastro, e confessione mistificata fin quasi alla parodia, 'Palombella rossa' è lo sfogo di un berlingueriano in ritardo che si affida alla vena comica del Moretti attore, sul piano narrativo un pout-pourri petulante che raramente trova il punto di coagulo." (Giovanni Grazzini, "Il Messaggero", 6 settembre 1989)
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