Mister felicità

ITALIA - 2016
Martino è un giovane napoletano indolente e disilluso, vive in svizzera dalla sorella Caterina. Un imprevisto costringe all'immobilità la giovane sorella che ha bisogno di costose cure. A Martino non resta che lavorare al posto di Caterina come uomo delle pulizie presso il dottor Dott. Guglielmo Gioia, un mental coach specializzato nello spronare le persone attraverso il pensiero positivo e l'azione. Durante un'assenza del Dottor Gioia, Martino ne approfitta per fingersi il suo assistente. Uno dei suoi primi pazienti sarà la famosissima campionessa di pattinaggio Arianna Croft che, dopo una brutta caduta sul ghiaccio, ha perso completamente fiducia in se stessa e amore per il proprio sport. I campionati europei di pattinaggio, però, sono alle porte: ce la farà Martino, nell'insolito ruolo di Mister Felicità, tra equivoci e rivelazioni inaspettate, a far tornare Arianna la campionessa che era?

CAST

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI IDM SÜDTIROL-ALTO ADIGE FILM FUND & COMMISSION (BLS).

CRITICA

"(...) Siani si tiene immobile alla guida della formula-fiaba educata (...) ed ecumenicamente adatta ad ogni pubblico. (...) 'Mister Felicità' non raggiunge mai la compattezza di una commedia solida, rimanendo premessa e promessa di una favola leggiadra esattamente come la soave pattinatrice che funge da protagonista femminile. Il film è fragile e fatalmente sfilacciato dentro una trama esile, in cui compaiono di tanto in tanto momenti di comicità 'slapstick', forse i migliori della pellicola. È lì infatti che il miglior Siani brilla della propria originalissima vis comica, maschera giovane di piacevoli fattezze che fa il verso a giganti del muto, da Charlot a Stanlio e Ollio. Basta una danza pittoresca attorno ai rubinetti fotosensibili dell'autogrill a farci ridere, così come la guerra di 'noci sparate' contro i parvenu contemporanei a una festa supersnob a stenderci di sghignazzi. Esilarante, infine, è la parodia dell'umanità 'gomorresca', ritratta da un consesso di criminali che blaterano tautologie in un vuoto di pensieri. E alla fine è proprio il loro linguaggio insulso a diventare il 'refrain' del film (...)." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 29 dicembre 2016)

"Siani in Svizzera è sempre lo stesso: romantico, favolistico e fighetto (come può un disoccupato sembrare sempre un perfetto pariolino?). Eppure c'è una certa grazia (stavolta non si scimmiotta Troisi bensì Totò; meglio). Il film non è brutto come l'ultimo 'Si accettano miracoli' (comunque 16 milioni di euro al box office del 2015) grazie al sodalizio con Abatantuono (divertente vederli recitare insieme) e a una formidabile gag nonsense con un gruppo di strani camorristi scommettitori. Brave anche le tre signore del film: Dell'Anna (sempre dannatamente sexy la Patrizia della seconda stagione di 'Gomorra'), Cucci e Signoris (moglie vendicativa del guru)." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 dicembre 2016)

"Piacerà ai fan di Siani che hanno imbastito evidentemente uno zoccolo duro in grado di sostenere il partenopeo in ogni sua impresa registica. Qui non ci saranno solo loro a sostenere. L'attore regista s'è messo accanto un vecchio leone come Abatantuono. Che fa il cognato e funziona alla grande come contrappunto nordista." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 dicembre 2016)

"Il marchio di fabbrica di Siani è ormai inconfondibile, confermato in tutti i suoi tratti anche in questa commedia di inizio anno. La presenza in scena di Abatantuono, poi, fa la differenza." (A.S. , 'Il Giornale', 29 dicembre 2016)

"Siani, soggettista e sceneggiatore, dovrebbe ribellarsi a se stesso, comprare lo script e farsi dirigere. Ma se lo scopo è solo fare quattrini: avanti tutta! Falsa felicità sullo schermo, vera felicita al botteghino." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 12 gennaio 2017)
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