Lord of War

USA - 2005
Lord of War
Alla fine della Guerra Fredda, un gran numero di armi che facevano parte dell'arsenale dell'ex Unione Sovietica è stato venduto clandestinamente ai Paesi in via di sviluppo. Le incessanti ricerche dell'Interpol, cha da anni indaga sui venditori clandestini, non hanno ancora portato i risultati sperati. Yuri Orlov è un mercante d'armi e tra i suoi clienti figurano alcuni dei più potenti dittatori della Terra. Sulle sue tracce c'è Jack Valentie, un implacabile agente dell'Interpol. Riuscirà Yuri a tenere testa al suo nemico e alla crescente concorrenza?
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, THRILLER
  • Produzione: ASCENDANT PICTURES, ENTERTAINMENT MANUFACTURING COMPANY, SATURN FILMS, VIP 3 MEDIENFONDS
  • Distribuzione: I.I.F.
  • Data uscita 18 Novembre 2005

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CRITICA

"L'incipit di 'Lord of War' di Andrew Niccol (sceneggiatore di 'The Truman Show') porta dritto al cuore del film. (...) Una parabola, quella del trafficante d'armi, che si ispira a una storia vera e mostra anche l'altro lato di Yuri Orlov. Quello dell'immigrato ucraino, che si ritrova catapultato in uno squallido sobborgo di Brooklyn e vive una quotidianità al di sotto del minimo sopportabile. Ed è la parte più interessante del film, che diventa invece leggermente didascalico quando racconta la mancanza di scrupoli del trafficante, fin troppo efferato, che tratta i bazooka alla stregua di noccioline. Ma l'unico vero punto debole del film è, paradossalmente, proprio Nicolas Cage, che passa dal sudicio ristorante di Brooklyn alla fase degli hotel di lusso, senza cambiare di una virgola l'espressione del viso." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 18 novembre 2005)

"Un film ignobile, reazionario dal profondo, che giustifica l' amoralità di un trafficante d' armi con la scusa che le colpe stanno in alto, il Male è necessario e in fondo chi vende non si macchia. Viaggiando per Paesi e dittatori disastrati, l' ex Urss e l' Africa, Cage, pessimo più del solito, non ascolta la famiglia e continua la missione con la molesta superficialità di un film che cita i politici per darsi arie attuali. Invece svende temi importanti (la bimba nera senza braccio) con una sceneggiatura sotto il livello di guardia (il paragone tra armi e sigarette, la guerra nei Balcani), ridicola e/o offensiva. (?) Dirige, si fa per dire, Andrew Niccol che in un'altra vita scrisse 'Truman show' e diresse 'Gattaca'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 novembre 2005)
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