Le fate

ITALIA 1966
"Fata Sabina" - Una ragazza, Sabina, viene salvata dall'inseguimento di un bruto in una pineta da un'automobilista, il quale si comporta a sua volta come un bruto. Salvata successivamente da un altro individuo è lei questa volta ad inseguire il suo salvatore.

"Fata Armenia" - Un dottore della mutua si fa corteggiare e raggirare a lungo dalla zingara Armenia, che fa la babysitter ballando al suono di un juke box. Quando sembra aver convinto il medico che i bambini che accudisce sono tutti suoi e lui sta per cederle, lei fugge con un altro.

"Fata Elena" - Un giovane, in casa di un amico, mentre questi dorme, seduce, consenziente, la di lui moglie Elena. Quando rientra in casa, si accorge da alcuni indizi, che sua moglie può averlo tradito con suo cugino.

"Fata Marta" - La signora Marta, moglie di un famoso chirurgo, si concede e si nega al cameriere, non si sa se per frivolo capriccio o per psicopatia.
SCHEDA FILM

Regia: Luciano Salce - "Fata Sabina", Mario Monicelli - "Fata Armenia", Mauro Bolognini - "Fata Elena", Antonio Pietrangeli - "Fata Marta"

Attori: Monica Vitti - Sabina ("Fata Sabina", Enrico Maria Salerno - Gianni ("Fata Sabina", Claudia Cardinale - Armenia ("Fata Armenia", Gastone Moschin - Dottor Spaziani ("Fata Armenia", Raquel Welch - Elena ("Fata Elena", Jean Sorel - Luigi ("Fata Elena", Pia Lindström - Claudia ("Fata Elena", Massimo Fornari - Alberto ("Fata Elena", Alberto Sordi - Giovanni ("Fata Marta", Capucine - Marta ("Fata Marta", Olga Villi - Contessa Rattazzi ("Fata Marta", Anthony Steel - Prof. Moldesi ("Fata Marta", Franco Balducci - Automobilista ("Fata Sabina", Renzo Giovampietro - Automobilista ("Fata Sabina", Jole Fierro - Infermiera della Mutua ("Fata Armenia", Corrado Olmi - Amico di Spaziani ("Fata Armenia", Clothilde Sakharoff - Governante ("Fata Elena", Gigi Ballista - Prete ("Fata Marta", Ester Carloni - Teresa ("Fata Marta", Stelvio Rosi - "Fata Elena", Franco Morici - "Fata Elena", Nino Marchetti - "Fata Marta"

Soggetto: Ruggero Maccari - "Fata Sabina", Luigi Magni - "Fata Sabina", Tonino Guerra - "Fata Armenia", Giorgio Salvioni - "Fata Armenia", Rodolfo Sonego - "Fata Elena", "Fata Marta"

Sceneggiatura: Ruggero Maccari - "Fata Sabina", Luigi Magni - "Fata Sabina", Suso Cecchi d'Amico - "Fata Armenia", Rodolfo Sonego - "Fata Elena", "Fata Marta"

Fotografia: Carlo Di Palma - "Fata Sabina", Dario Di Palma - "Fata Armenia", Leonida Barboni - "Fata Elena", Armando Nannuzzi - "Fata Marta", Claudio Cirillo - operatore, "Fata Sabina", Giovanni Ciarlo - operatore, "Fata Armenia", Alberto Spagnoli - operatore, "Fata Elena", Sante Achilli - operatore, "Fata Marta", Roberto D'Ettorre Piazzoli - assistente operatore, Ascenzio Rossi - assistente operatore

Musiche: Armando Trovajoli - tutti gli episodi

Montaggio: Sergio Montanari - "Fata Sabina", Ruggero Mastroianni - "Fata Armenia", Nino Baragli - "Fata Elena", Franco Fraticelli - "Fata Marta"

Scenografia: Luca Sabatelli - "Fata Sabina", Piero Gherardi - "Fata Armenia", Pier Luigi Pizzi - "Fata Elena", Mario Chiari - "Fata Marta"

Arredamento: Vito Anzalone - tutti gli episodi

Costumi: Luca Sabatelli - "Fata Sabina", Piero Gherardi - "Fata Armenia", Pier Luigi Pizzi - "Fata Elena", Mario Chiari - "Fata Marta"

Aiuto regia: Mariano Laurenti - "Fata Sabina", Leopoldo Machina - "Fata Armenia", Renzo Marignano - "Fata Elena"

Altri titoli:

Die Gespielinnen

The Queens

Sex Quartet

Les ogresses

Las cuatro brujas

Durata: 120

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA - EASTMACOLOR

Produzione: GIANNI HECHT LUCARI PER DOCUMENTO FILM (ROMA), COLUMBIA FILMS (PARIGI)

Distribuzione: CEIAD-COLUMBIA

Episodi: Fata Sabina - Fata Armenia - Fata Elena - Fata Marta

NOTE
- TITOLI ANIMATI: M.S.C. LODOLO
CRITICA
"(...) Il cinema italiano rinnova qui la tradizione di Boccaccio. Le situazioni sono scabrose, certo, ma giuste e concise e salvate da un humour tutto italiano. Il primo, singolarmente riuscito, rivela una Vitti eccellente commediante. Il quarto trova la sua originalità nell'apparizione d'una messa in scena sontuosa (...) per raccontare una storia piccina e meschina. Se si possono dimenticare gli altri due sketch, l'insieme scorre con un certo divertimento (...:)". (Anonimo, "Cinéma et Télécinéma", 391, 15/2/1968).