La luce sugli oceani

The Light Between Oceans

USA - 2016
I coniugi Sherbourne stanno facendo di tutto per avere un figlio, ma senza successo, quando trovano una neonata abbandonata in una barca alla deriva e la allevano in segreto come fosse loro. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita, finché non scopriranno che la vera madre della piccola sono anni che la cerca senza riuscire a darsi pace. Tormentati dal dilemma se svelare il segreto perdendo così la figlia che ormai sentono come loro, la coppia inizierà a disgregarsi.

CAST

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 73. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2016).

CRITICA

"Dopo gli ottimi 'Blue Valentine' e 'Come un tuono' avevamo puntato forte su Derek Cianfrance: peccato! Questo period-drama romantico segna una battuta d'arresto nella sua filmografia. Pur ragguardevole dal punto di vista estetico, grazie alla sontuosa fotografia di Adam Arkapaw, il film è convenzionale e noiosetto, infarcito di simbolismi di seconda mano; e, soprattutto, non ha molto da raccontare. Ne patisce il carisma delle star Alicia Vikander e Michael Fassbender (con una deroga per Rachel Weisz: lei farebbe piangere anche un orco). Il film, galeotto, li ha fatti diventare coppia nella realtà; eppure sullo schermo sviluppano poca 'chimica'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 marzo 2017)

"(...) il problema non sta nei dettagli dell'argomento o dello stile, bensì nel cuore del meccanismo drammaturgico: «La luce sugli oceani» non fa altro, infatti, che sprecare una dopo l'altra tutte le copiose chance di romanticismo spudorato stipate nelle avventure e disavventure del best-seller da spiaggia originario. Con la colonna sonora che ci dà dentro senza risparmio, gli spettacolari sfondi naturali e un'eccellente fotografia che però si compiace del proprio virtuosismo (...). È come se gli ingredienti che hanno da sempre giustamente entusiasmato i lettori di «Cime tempestose» e gli spettatori delle svariate versioni filmiche - il desiderio fiammeggiante, la passione cieca, l'ineludibile appuntamento col destino, l'uomo in balia della natura matrigna - venissero liofilizzati e amalgamati al gusto della cronaca scandalistica odierna; (...) le inverosimiglianze e coincidenze assurde, i patimenti fuori registro e le recitazioni enfatiche e insincere (Fassbender, ahinoi, compreso) trasformano il piacere del kitsch in molesta sazietà e i picchi emotivi in quel flusso incontrollato di sentimentalismi che in maniera forse poco chic una volta si usava definire polpettone." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 marzo 2017)

"(...) 'La luce sugli oceani' racconta di due vite che, nell'immediato dopoguerra, sembrano essere autosufficienti. Tom e Isabel abbandonano il mondo per un avamposto nel quale non v'è traccia umana, se non una casa, un faro e delle navi che a distanza transitano da un oceano all'altro. Dallo spazio pubblico si rifugiano nella apparentemente confortevole sfera privata, emancipando l'esistenza dalle relazioni. Tuttavia, per quanto il quadro possa essere perfetto e lontano da ogni fragilità, ecco che le onde del mare restituiscono la vita per quello che autenticamente è: tra gli altri, tra passioni, dolori e scissioni profonde." (Mazzino Montinari, 'Il Manifesto', 9 marzo 2017)

"Dal romanzo di M.L. Stedman, 'La luce sugli oceani' è diretto da Derek Cianfrance, già sopravvalutato per 'Blue Valentine' (2010) e 'Come un tuono' (2012). Anche i suoi estimatori dovranno farsene una ragione: questo è un polpettone enfatico e roboante (le musiche di Alexander Desplat), un mélo macchinoso e inverosimile, che anziché farvi interrogare su destino e amore vi incollerà all'orologio." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 9 marzo 2017)

"Il terzo film del grande regista di 'Blue Valentine' e 'Come un tuono' parla di coppie (Fassbender e Vikander, peraltro, si sono innamorati durante le riprese), il doppio (chi è il nostro nemico? L'altro o noi stessi?) e il tempo che passa (finale ambientato nel 1950). Siamo tutti sulla stessa barca, persi in un oceano di emozioni e correnti imprevedibili." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 marzo 2017)

"Spiacerà a chi s'attendeva un bel melodrammone avvolto da struggenti paesaggi (alla base c'è un best seller di M.L. Stedman). Purtroppo per un mélo che si rispetti, mancano gli attori giusti. Fassbender è un pezzo di legno. E la Vikander concilia il sospetto di esser stata negli anni scorsi ipervalutata." (Giorgio Carbone, 'Libero', 9 marzo 2017)

"Può anche piacere un film dove non succede niente. Per due ore buone. (...) Michael Fassbender ha la faccia più ingrugnita del solito: non si è mai annoiato così." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale' 9 marzo 2017)

"Si preoccupa (...) molto dei paesaggi e dei tramonti Derek Cianfrance e il suo 'The Light Between Oceans' ('La luce sugli oceani'), micidiale polpettone che il regista statunitense ha tratto dal romanzo di M.L. Stedman e che neppure la coppia glamour Michael Fassbender e Alicia Vikander riesce a vivificare. (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2016)

"(...) 'The Light Between Oceans' (...) cade nel convenzionale sprecando in parte un grande cast e una storia di sicura presa. (...) Dilemmi, incomprensioni, sensi di colpa (lui, eroe di guerra, ci sguazza fin dall'inizio), indagini. Ma anche lungaggini, musiche incessanti, colpi di scena telefonati. E tutto sempre un po' troppo solenne e roboante per crederci davvero. Peccato." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 settembre 2016)

"Il regista Derek Cianfrance ha una passione per il melodramma: nei suoi film precedenti ('Blue Valentine' e 'Come un tuono', entrambi interpretati da Ryan Gosling), ha cercato di aggiornare con convinzione un cinema di passioni, mostrando una sua cifra notevole. Anche con 'La luce sugli oceani' (...) siamo in pieno mélo. (...) La vicenda entra nel vivo a tre quarti d'ora buoni dall'inizio, dopo un'introduzione incentrata sul rapporto tra i personaggi e la natura. Che rimane protagonista però fino alla fine, punteggiando con la sua maestà i colpi di scena e i rovelli della coppia. La tensione emotiva e l'interesse della storia si diluiscono però nella parte finale, tra troppi passaggi e una emozione che si affida per lo più alla squisita fotografia di Adam Arkapaw e alle musiche di Alexandre Desplat. E non commuove quanto la storia avrebbe permesso. L'interpretazione di Fassbender, piuttosto rigido, non aiuta." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 2 settembre 2016)

"(...) stravince la forza del cuore di 'The Light Between the Oceans', ispirato al romanzo dell'australiana M. L. Stedman (...) la cui lettura ha folgorato Derek Cianfrance: cineasta che già in 'Blue Valentine' e 'The Place Beyond the Pines' aveva dimostrato la sua vocazione a penetrare nei recessi di coscienze divise fra imperativo morale e pulsioni affettive. Qui - soprattutto nella prima parte, quando le anime vulnerate del guardiano del faro Michael Fassbender e di sua moglie Alicia Vikander si fondono al calore della passione contro uno scenario di mare e solitudine - Cianfrance affonda nel mélo con una potenza di linguaggio degna di 'Cime tempestose'. Poi, nello snodarsi degli eventi, la maniera prevale: ma che maniera! E che attori!" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 2 settembre 2016)

"Afflitto da frastuoni d'ogni tipo in colonna sonora e da un finale da pomeridiana per signore. Cianfrance ('Blue Valentine') ha fatto di meglio." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 2 settembre 2016)

"Preparate i fazzoletti. Più che 'La luce sugli oceani', come da titolo tradotto in italiano, ieri in concorso c'è stata l'alluvione delle lacrime, destinata a trasformarsi in diluvio quando il film dilagherà nelle sale... Difficile mettere in scena un campionario maggiore di sfiga (...)... Per due ore e dieci minuti, pubblico e critica si ritrovano a sfregarsi gli occhi a ritmo industriale e nemmeno per un secondo staccano lo sguardo dallo schermo. Il melodramma ha le sue ragioni che la ragione non conosce, oppure che conosce benissimo. (...) E' anche vero però che l'elemento primo del film è la selvaggia libertà della natura da un lato, il senso di claustrofobia e/o depressione che il suo eccesso può provocare se vissuta in solitudine. (...) Per certi versi, 'La luce sugli oceani' è la storia di un dopoguerra dell'anima, la voglia di chiudere con ciò che è stato, ben sapendo che il nostro passato ci presenta egualmente il conto e solo noi sappiamo qual è il giusto prezzo da pagare... Uno dei pregi del film sta nell'evitare l'abusato cliché maschi carnefici, donne vittime sacrificali: Tom, il reduce dal carnaio della Prima Guerra Mondiale, ha una moralità e un senso di responsabilità che, come dice Fassbender, le generazioni di oggi non sanno nemmeno cosa sia, ma non è il solo a comportarsi con il giusto senso dell'onore." (Stenio Solinas, 'Il Giornale', 2 settembre 2016)
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