Il Palazzo del Viceré

Viceroy's House

GRAN BRETAGNA, INDIA - 2016
Nel 1947, dopo 300 anni, il dominio dell'Impero Britannico in India si avvicina alla fine. Il nipote della Regina Vittoria, Lord Mountbatten, con la moglie e la figlia, si trasferisce per sei mesi nel Palazzo del Viceré a Delhi. Il suo delicato compito, come ultimo Viceré, è quello di accompagnare l'India nella transizione verso l'indipendenza. Presto, però, nonostante gli insegnamenti di Ghandi, la violenza esplode tra musulmani, induisti e sikh, e sfocia nella cosiddetta "Partition" fra India e Pakistan, coinvolgendo anche gli oltre 500 membri dello staff che lavorano al Palazzo. La storia d'amore tra due giovani indiani, entrambi a servizio del Viceré, la musulmana Aalia e l'induista Jeet, rischia di essere travolta dal conflitto delle rispettive comunità religiose. E quando la situazione precipita si troveranno a dover prendere una decisione epocale.

CAST

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 67. FESTIVAL DI BERLINO (2017).

CRITICA

"Soap storica con tante informazioni ma anche le dovute emozioni. (...) Condimento poco rilevante l'amore contrastato tra un ragazzo hindu e una ragazza musulmana." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 12 ottobre 2017)

"(...) la cosa migliore di questo 'Palazzo del Viceré' sono gli attori, da Bonneville a Anderson, da Gambon al defunto Om Puri, esemplare incarnazione del mix anglo-indiano. Vi corrisponde la stessa cifra estetica, a cavallo tra fattura BBC e patina esotica, e vi si confaranno i palati più classici: signore, prendetelo col Darjeeling." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 12 ottobre 2017)

"Dignitoso drammone in costume che rievoca il passaggio dell'India all'indipendenza. Con l'aggiunta di una caramellosa love story. (...) Una storiella vaporosa nella sua eleganza formale." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 ottobre 2017)

"Due storie parallele deliziosamente raccontate." ('Libero', 12 ottobre 2017)

"Gurinder Chadha (...) ha fatto il film della vita raccontando la 'partition', la divisione fra India e Pakistan decisa dagli inglesi nel 1947. Quella che avrebbe dovuto essere la festa di un subcontinente che tornava indipendente - l'India, appunto - divenne, come è noto, una tragedia con 14 milioni di profughi e un milione di morti in scontri legati all'etnia e, soprattutto, alla religione. Chadha sceglie come protagonista Lord Mountbatten, il vicerè che porte a compimento l'immane pratica (...); ma ne fa una sorta di vittima inconsapevole, dei maneggi di Churchill da una parte, delle lotte inconciliabili tra musulmani e induisti dall'altra. Mettendo in parallelo alla Storia con la maiuscola la piccola storia d'amore fra un giovane induista e una ragazza musulmana, Chadha vira decisamente in direzione polpettone: cinema di una volta, ormai indigeribile, per un'epopea che oggi sarebbe perfetta per una serie di 7-8 stagioni. (...) 'Viceroy's House' è un film veramente brutto, ma vedere i politici inglesi che tirano le righe sulle mappe e decidono dove comincia e dove finisce l'Islam fa capire, con la concretezza dell'immagine, perché il Pakistan di oggi è il paese che è, e perché quei popoli ci odiano con tutto il loro cuore." (Alberto Crespi, 'L'Unità, 17 febbraio 2017)
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