Il padre di famiglia

ITALIA - 1967
Il padre di famiglia
Marco e Paola, due giovani architetti che condividono il rigore e l'intransigenza con cui si dedicano all'urbanistica, si incontrano a Roma nei primi anni del dopoguerra. Quando, uno dopo l'altro, arrivano i quattro figli, Paola è costretta a lasciare il lavoro e a rinunciare alla carriera. Con il passare degli anni, Marco, sentendosi un po' abbandonato e lasciato a se stesso dalla moglie, cerca evasione e comprensione in Adriana, una ragazza sensibile e moderna. Nonostante il tradimento, però, Marco continua a essere innamorato della moglie, come gli conferma piena di amarezza anche la sua amante. Paola, dal canto suo, stressata dai bambini e dalla routine familiare, rimane vittima di un esaurimento nervoso e viene ricoverata in una casa di cura. Nella grande casa deserta e silenziosa, Marco si rende conto per la prima volta dell'insostituibilità di Paola...
  • Altri titoli:
    Jeux d'adultes
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR, SPES
  • Produzione: ULTRA FILM, M.N. PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE, CFC (ROMA), MARIANNE PRODUCTIONS (PARIGI)
  • Distribuzione: PARAMOUNT
  • Vietato 14

NOTE

- PRESENTATO AL XXVIII FESTIVAL DI VENEZIA (1967). PREMIO TIMONE D'ORO.

- TARGA D'ORO A NINO MANFREDI AI DAVID DI DONATELLO (1968).

CRITICA

"E' uno di quei film che nobilitano il settore 'commerciale' della cinematografia italiana, per altro così scarna e sbracata, piena com'è di idiozie e bambocciate (...). In questo senso (...) l'ultima opera di Nanni Loy (...) ha un suo posto ben preciso nel panorama filmico italiano proprio perché, sia pure a livello del 'grosso pubblico' divulga un cinema sostanzialmente d'idee, vale a dire con uno scopo che non è mero divertimento in quanto cerca di insistere su motivi che molto hanno a che fare con la battaglia degli ideali (...)". (Paolo Pillitteri, "Avanti!", 30 agosto 1967).

"Un discreto film di costume che,ricco di spunti interessanti e di indovinate notazioni sociologiche, porta avanti con una certa dignità un tema tanto impegnato e di fondo quale quello della famiglia moderna. Il lavoro inoltre si avvale dell'eccellente interpretazione dei due protagonisti". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 63, 1968)
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