Baby Driver - Il genio della fuga

USA, GRAN BRETAGNA - 2017
3,5/5
Baby Driver - Il genio della fuga
Baby è un asso del volante e lavora per Doc, un boss della malavita che ha ottenuto parte della sua fortuna proprio grazie al talento di Baby. La gang di Doc include anche l'ex broker di Wall Street Buddy, la sua giovane e disinibita complice Darling e Bats, una testa calda dal grilletto facile. Tutti loro, tuttavia, non guardano di buon occhio Baby e questo particolare rischia di mettere in pericolo l'equilibrio interno del gruppo. L'aspetto esteriore di Baby, la faccia da bravo ragazzo, gli occhiali da sole e gli inseparabili auricolari lo fanno sembrare in effetti un ragazzino, ma quando si tratta di spingere l'acceleratore per fuggire via nessuno riesce a stargli dietro. Quando Baby però s'innamora di Debora, una cameriera dolce e gentile, nella sua mente s'insinua il dubbio che stia sprecando il proprio talento con le persone sbagliate, condannandolo a un lavoro pericoloso in cui non vi è alcuna possibilità di amore e felicità.
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA
  • Produzione: WORKING TITLE, BIG TALK PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Data uscita 7 Settembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Come ti rendo un musical romantico un action alla Fast & Furious? Sembrerebbe essersi posto questa domanda Edgar Wright, che ha scritto e diretto Baby Driver – Il genio della fuga. Baby (Ansel Elgort), nonostante la giovanissima età, al volante rivela un’abilità singolare. Questo talento viene sfruttato da Doc (Kevin Spacey), a capo di un’organizzazione criminale dedita a colpi milionari. Fuori dall’abitacolo, Baby è un ragazzo dolce e innamorato di Debora (Lily James), con la quale desidera fuggire. Baby è orfano, vive con un padre adottivo e ascolta musica 24h per contrastare un fastidioso ronzio che sin da piccolo avverte nell’orecchio.

A prevalere, più dell’azione, è la componente musicale in un film caratterizzato da prolungate sequenze strappalacrime ben inserite in un contesto adrenalinico che vede protagonisti, tra gli altri, Jon Hamm e Jamie Foxx. Il divertimento non manca e la massima “l’amore vince su tutto” sembra essere il soggetto base del film che, tra un inseguimento e l’altro, non perde mai di vista la matrice sentimentale. Divertente e toccante, anche se certamente non originale. Film che rende omaggio al genere donne e motori pur senza farne (e fortunatamente) smisurato utilizzo.

NOTE

- EDGAR WRIGHT FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- ANSEL ELGORT È STATO CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2018 COME MIGLIOR ATTORE.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2018 PER: MIGLIOR MONTAGGIO E MONTAGGIO E MISSAGGIO SONORO.

CRITICA

"(...) Edgar Wright ha diretto un semi-capolavoro dove non fai in tempo a finire di ridere, o esaltarti per un articolato inseguimento cittadino, che qualcuno si fa male per davvero o il dramma diventa protagonista (nella figura dell'aguzzino Doc c'è il Fagin di Oliver Twist). Ispirato a un videoclip diretto dall'inglese per i Mint Royale nel 2003, trenta canzoni in colonna sonora (...) e cast sincronizzato tra battuta da porgere e spazio per la colonna sonora (erano tutti dotati di auricolari per non sovrapporsi alle canzoni). Musical? Action movie? Love story? Forse non esiste ancora un genere per il film di Wright. Sappiamo solo che è già uno dei più belli del 2017." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 settembre 2017)

"Evviva l'improvvisazione, o meglio, il Sogno Americano che sopravvive nei giovani 'diversi', stralunati ma di talento. Già, perché chiamare autistico Baby, l'adolescente protagonista del nuovo film del britannico Edgar Wright (sì, il vate della neo 'demential comedy' inglese su cui spicca 'La trilogia del Cornetto') è riduttivo, o forse semplicemente errato. (...) Adrenalinico, musicale, divertente, l'action 'Baby Driver' ha motivi per funzionare, e il box office già lo dimostra." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 settembre 2017)

"'Baby Driver - Il genio della fuga' arriva nelle sale italiane preceduto dalla fama di film 'cool' e 'fun' come pochi. Vero? Esagerato? I pareri sono discordi. A fronte di chi lo trova terribilmente di tendenza, c'è chi ci vede invece un film di scarsa sostanza, con poco da raccontare; fatto per una platea di millennials, ma inadatto al pubblico più adulto. Certo, non è un dramma sociale alla Ken Loach né una commedia di Woody Allen; però liquidarlo così denota scarsa sensibilità per il linguaggio del cinema, e non solo. In realtà il britannico Edgar Wright merita in pieno il titolo di autore: a patto di avere dell'autore una concezione 'espansa', che tenga conto delle mutazioni e delle novità dell'universo filmico. (...) L'idea di 'Baby Driver' (...) era basata su un concetto cinematografico senza precedenti: l'interattività assoluta tra suono e immagine. (...) Grazie al personaggio, Wright visualizza la musica, integrando il soundtrack con il montaggio e obbligando gli attori a sintonizzare i gesti sul ritmo musicale. Per ottenere questo c'è voluto un lavoro minuzioso (con l'aiuto di una versione interattiva della sceneggiatura, sincronizzata con un iPod tramite una app) dove ogni inquadratura e ogni movimento di macchina si fondevano in un timing perfetto con 47 brani musicali (...) ciascuno scelto ad hoc per una certa sequenza. Tanta tecnologia non deve far credere che le scene spettacolari siano manipolate con green screen e altri effetti digitali: fan degli inseguimenti d'auto di William Friedkin e Walter Hill, Wright le ha girate senza trucchi, all'antica. Né si pensi che i personaggi manchino di sostanza. Gli innamorati Ansel Elgort e Lily James sono carini; e i cattivi Kevin Spacey, Jamie Foxx eJon Hamm, troppo carismatici per non rubare loro la scena." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 7 settembre 2017)

"In America è già un best seller e se lo merita. Per le indiavolate corse in auto e per le musichette che non sono di maniera, ma scelte 'ad hoc'. Dilemma: Baby è un action movie o un musical? Da godere in entrambe le circostanze." ('Libero', 7 settembre 2017)

"Wright ha praticamente girato una sua versione di 'Driver - L'imprendibile'. Adrenalina allo stato puro, con la colonna sonora, mai invasiva, a farla da padrone. Film divertente, «giovanile», a volte geniale. Peccato per il deludente finale." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 29 agosto 2017)
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