Attila flagello di Dio

ITALIA 1982
A Segrate, nel milanese, al tempo dei Romani si sono insediati dei barbari che vivono di caccia, mentre le loro donne coltivano riso. Sopraggiungo i Romani, rubano il bestiame e le donne. Da qui la decisione degli uomini di partire per Roma e saccheggiarla. Il loro capo è Ardarico, che ascoltando da una maga la predizione della venuta di un grande invasore barbaro di nome Attila, il quale avrebbe lasciato dietro di sé il deserto, decide di cambiare il suo nome in quello di Attila. Frattanto Urilia, diventata schiava di Fusco, il capo romano riesce a fuggire e a ricongiungersi ai barbari di Attila. Questi hanno deciso di seguire la via del mare, per maggior sicurezza, ma naufragano e sono salvati da un Ligure che esige come compenso la cessione di Urilia. Attila acconsente. Quindi assedia Saturnia e, con uno stratagemma, riesce a conquistarla. I barbari si abbandonano alle orge. Urilia riesce di nuovo a fuggire, raggiunge Saturnia e sprona i barbari a marciare su Roma. Qui si scontrano con l'esercito romano e sono sconfitti. Si salvano solo Attila e Urilia che hanno scoperto di amarsi.
SCHEDA FILM

Regia: Castellano, Pipolo

Attori: Diego Abatantuono - Attila, Mauro Di Francesco - Tartufo, Rita Rusic - Uraia, Angelo Infanti - Fusco Cornelio, Toni Ucci - Fabio Massimo, Elsa Vazzoler, Iris Peynado - Columbia, Franz Di Cioccio - Giallo, Vincenzo Crocitti, Francesco Salvi, Anna Kanakis - Sirena, Tony Kendall, Armando Marra

Soggetto: Mario Cecchi Gori, Castellano, Pipolo

Sceneggiatura: Pipolo , Castellano

Fotografia: Carlo Carlini

Musiche: Franco Mussida, Franz Di Cioccio

Montaggio: Antonio Siciliano

Scenografia: Francesco Vanorio

Costumi: Luca Sabatelli

Effetti: Danilo Bollettini, Renato Agostini

Altri titoli:

Attila

Durata: 102

Colore: C

Genere: COMICO

Specifiche tecniche: PANORAMICO

Produzione: INTERCAPITAL

Distribuzione: TITANUS - GENERAL VIDEO

NOTE
- L'ATTORE TONY KENDALL E' ACCREDITATO COME LUCIANO STELLA.
CRITICA
Abatantuono può reggere uno sketch, non un film. Siamo sempre alle solite smorfie e deformazioni verbali; a ripetizioni continue che suscitano un fastidioso senso di sazietà (Segnalazioni Cinematografiche).
La premiata ditta Castellano & Pipolo nella polvere. Il buco commerciale più nero del ricco Natale 1982. Abatantuno flagello di se stesso. Ben gli sta. (Segnocinema).