Appuntamento al parco

Hampstead

GRAN BRETAGNA - 2017
Il quartiere di Hampstead è famoso per il suo spazio verde chiamato Heat, uno splendido parco all'interno della città di Londra. E' qui che vive Emily Walters, una vedova americana che, dalla scomparsa del marito, fatica a concentrarsi sulle cose che richiedono attenzione come il suo vecchio appartamento che sta cadendo a pezzi, le sue finanze e persino suo figlio Philip. Nonostante i consigli e il sostegno della sua migliore amica Fiona, Emily non vuole ammettere che, di fatto, riesce a malapena a sopravvivere. Un giorno, dalla sua finestra del suo attico, Emily è testimone dell'aggressione da parte di alcuni malviventi ai danni di un uomo che vive in una capanna fatiscente nel parco. Chiama quindi la polizia per chiedere aiuto e il giorno seguente si avventura nel bosco in cerca di quell'uomo. Si tratta di Donald Horner, che ha tranquillamente vissuto ai margini dell'Heat per 17 anni e che ora è minacciato di allontanamento da parte di investitori senza scrupoli che vogliono realizzare un nuovo progetto immobiliare nella zona. Scoperto l'arcano e nonostante l'iniziale reticenza di Donald, Emily decide di combattere al fianco di quest'uomo capace, dopo tanto tempo, di farle battere nuovamente il cuore... Il film è ispirato alla vita del defunto Harry Hallowes, un uomo che ha vissuto tutta la vita in una fatiscente capanna in un tranquillo angolo del parco di Hampstead.

CAST

CRITICA

"Una storia vera romanticamente ecologista con le moine di classe di Diane Keaton (...) love story all'ombra della statua di Marx e che raccoglie istanze del cinema passato, la ribellione di maniera (di entrambi) e la poesia della vita da baracca contro la facile ipocrisia della middle class. Se Keaton sembra uscita sempre da 'Manhattan', la coppia con Brendan Gleeson, che è orso dentro e fuori e si lava nello stagno portando acqua all'anima verde del racconto che, nei suoi bei paesaggi, si batte contro la disumana speculazione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 settembre 2017)

"Deliziosa, graziosissima commedia romantica sull'amore in età avanzata. (...) Esile favola, evidentemente concepita anche per alimentare quella linea di prodotto destinato al pubblico maturo che reclama le sue storie d'amore, le cui fondamenta sono i due carismatici interpreti." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 14 settembre 2017)

"Se il gran numero di pellicole sugli amori fra anziani uscite negli ultimi tempi (...) autorizza a parlare di un vero e proprio genere «commedia sentimentale della terza età», allora la star indiscussa ne è Diane Keaton: la quale, pur musa di molti - da Woody Allen a Warren Beatty ad Al Pacino - non si è mai sposata. E però con il suo modo intelligente di affrontare il passaggio degli anni, senza ricorrere a plastiche e ginnastiche, ma mantenendo un look accurato, una linea snella e l'inconfondibile stile senza tempo adottato sul set di 'Annie Hall', miss Keaton è la donna matura che ognuno vorrebbe incontrare. (...) Copione modesto e prevedibile, leziosa cornice inglese: niente di che, a parte ovviamente i due protagonisti." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 14 settembre 2017)

"(...) deliziosa commedia romantica (...) con due altri giganti della recitazione: la evergreen Diane Keaton e 'l'orso scespiriano' Brendan Gleeson. (...) Delicato, equilibrato e non banale, 'Hampstead' (questo il titolo originale, che pone al centro il magnifico parco quale terzo protagonista) è un'attrazione fatale per anglofili, naturalisti e... incurabili sentimentali." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 settembre 2017)

"Che bella età sta diventando la terza età, almeno al cinema. (...) Piacerà a chi ama le storie di amori senili. Certo il mix di amore e gerontologia per funzionare deve disporre di grandi interpreti. E chi è più grande di Gleeson e della Keaton?" (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 settembre 2017)

"Piacevole commedia inglese, improbabile come poche eppure più che prevedibile. (...) Nel romanticume si destreggiano i due bravi protagonisti, che nella realtà si ignorerebbero alla grande." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 14 settembre 2017)
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