Ammore e malavita

ITALIA - 2016
Napoli. Ciro è un temuto killer. Insieme a Rosario è una delle due "tigri" al servizio di don Vincenzo, "o' re do pesce", e della sua astuta moglie, donna Maria. Fatima è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l'incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l'uno nell'altra, l'amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c'è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Nessuno può fermare l'amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

CAST

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA; REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): FOCCHI S.P.A., ESSEQUAMVIDERI SRL; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO E LA COLLABORAZIONE DI FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA.

- COREOGRAFIE: LUCA TOMMASSINI.

- LIRICHE: NELSON.

- IN CONCORSO ALLA 74. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2017), HA OTTENUTO IL PREMIO FRANCESCO PASINETTI-SNGCI E IL PREMIO SPECIALE SOUNDTRACK STARS.

CRITICA

"Nato come transgender, mescolando la napoletanità della malavita al musical al mélo in perfetta sintesi, il (...) film dei Manetti, il miglior titolo italiano di Venezia, conquista per lo spirito con cui aprono, coi tempi di un film vero, pagine inedite su un cinema italiano morto di inerzia. (...) bravissimo Giampaolo Morelli. Al netto di qualche lungaggine il film è immaginifico quanto basta per ricreare generi sepolti ma che tornano in un contesto di rielaborazione divertentissimo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 ottobre 2017)

"'Ammore e malavita' è un talentuoso ibrido di sceneggiata napoletana e musical all'americana (il palcoscenico è la strada). (...) Di nuovo nella città partenopea, i romani Manetti Bros mostrano di saperne cogliere l'anima e i sapori mischiando realismo, sogno, citazioni cinematografiche." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 5 ottobre 2017)

"Scanzonati e anti-intellettualistici, i Manetti Bros non hanno mai nascosto di far cinema per divertirsi e divertire; un'attitudine simpatica e rinfrescante, il cui contraltare è una certa superficialità o mancanza di rigore a rischio di appiattire i loro film su un registro di facile parodia. Parliamo delle banali scenette d'azione alla James Bond; del televisivo numero musicale 'L'amore ritrovato', versione italianizzata di 'What a Feeling' da 'Flashdance'; del maldestro e inutile intermezzo americano. Laddove questo film esuberante e colorato - festosamente accolto a Venezia - trova il suo meglio quando si concentra sulle dinamiche interne del racconto, facendo tesoro della sua napoletanità e di un indovinato cast. La vivace Serena Rossi che canta da professionista, l'accattivante Giampaolo Morelli che canta da attore, il sicario Raiz voce degli Almamegretta; e Claudia Gerini/Carlo Buccirosso, coppia malavitosa al top." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 ottobre 2017)

"È appena iniziata la nuova stagione, ma già il cinema italiano piange miseria, e la colpa non è (tutta) degli spettatori: il film della riscossa può e deve essere questo 'Ammore e malavita' dei Manetti Bros., un musical libero e sorprendente, capace di frullare sotto il Vesuvio 'La La Land' e Hong Kong, 'Gomorra' e Mario Merola, 'Grease' e 'Un posto al sole'. Già alfieri per distacco della via italiana al genere, Antonio e Marco fanno sul serio, associando all'abituale facilità - e felicità - di regia una coralità di interpreti, registri e mood senza eguali nel panorama nazionale. Pivio & Aldo De Scalzi allo spartito, Nelson alle liriche, Luca Tommassini per le coreografie, 'Ammore e malavita' alla Mostra di Venezia è stato molto applaudito: c'è coraggio, intuizione e divertimento, dategli una chance." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 ottobre 2017)

"Ritroviamo celebri volti di polizieschi e film di camorra, ma in chiave umoristica, Pino Mauro il re della sceneggiata, il cantautore Franco Ricciardi, Serena Rossi, Antonino Iorio, Luciana De Falco. Senza denunce e senza sottili metafore, canzoni e coreografie fanno avanzare l'intreccio (...) parecchie sparatorie e la partecipazione di un cast ricco di sorprese. Ogni volto rimanda a un pezzo di storia dell'immaginario napoletano, televisivo, cinematografico o musicale (ma sono genovesi gli autori delle musiche Aldo e Pivio De Scalzi)." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto, 5 ottobre 2017)

"Già noti a chi li segue, tra alti ('L'arrivo di Wang') e bassi ('Piano 17'), i Manetti Bros strappano la fumata bianca: 'Habemus musical'. (...) Panoramiche su Napoli come New York, qualche caduta dei tempi action, qualche scarto di verosimiglianza e una costante, gagliarda, fiducia nel mix gangster sceneggiata e canzoni (Pivio-De Scalzi) con exploit corali e lead centrati (formidabile Serena Rossi nel divertente adattamento di 'What a Feeling' da 'Flashdance'). I Manetti, potenziando il precedente 'Song'e Napule', trovano la quadra di un cinema vitalistico del Golfo capace di salvarci dalle ormai sature gomorre seriali. Felice 'genere' a tutti." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 5 ottobre 2017)

"(...) un film da non perdere. (...) Claudia Gerini donna del boss estremamente cinefila e il solito Carlo Buccirosso preciso come un raggio laser nella sua comica amarezza in doppio ruolo (...). Ma in cima alla torta ci sono loro: Rossi e Morelli. E' la seconda volta che li vediamo dominare per fascino, talento e simpatia una pellicola dei Manetti Bros. dopo 'Song'e Napule'. Un difetto? La durata, soprattutto in relazione a una parentesi newyorchese piuttosto stanca. Ma i Manetti se sbagliano lo fanno per generosità e voglia di coccolarci dopo che tra i fratelli romani e Napoli è scattato un vero e proprio colpo di fulmine capace di renderli due cineasti ancora più appassionati. Commedia musicale (gradevoli le 15 canzoni di un ispirato Nelson) prova di una loro ormai costante crescita artistica." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 ottobre 2017)

"Divertente, spiritosa commedia musicale dei fratelli Manetti, una beffarda parodia del cinema dei gangster e un coloratissimo tuffo nella sceneggiata napoletana. (...) Tra gli eccellenti interpreti, spicca Carlo Buccirosso, una rivelazione come cantante." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 ottobre 2017)

"Inventivo, divertente, un Carosello napoletano che rivisita i luoghi di 'Gomorra' e lo tramuta in scenario di una fragorosa sceneggiata." ('Libero', 5 ottobre 2017)
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