...E fuori nevica!

ITALIA - 2014
...E fuori nevica!
Enzo Righi è un uomo sui cinquant'anni, eternamente immaturo e incapace di assumersi ogni forma di responsabilità; cantante di scarso livello, vive cantando su una lussuosa nave da crociera, dove cerca di intrattenere un pubblico di stranieri con le sue bizzarre canzoni. Un giorno, Enzo riceve la notizia che sua madre è morta ed è atteso a Napoli - da cui manca da oltre trent'anni - per la lettura del testamento. Giunto nella città partenopea, Enzo si riunisce ai fratelli Cico e Stefano, che come lui sono abbastanza particolari. Stefano è un agente di cambio che ha perso da poco il lavoro a causa della crisi ed è perennemente in stato d'ansia: negli ultimi anni, infatti, ha dovuto affrontare la malattia che gli ha portato via la mamma, accudire Cico e venire a patti con il suo amore impossibile per Nora, la donna del suo cuore con cui non può avere alcun contatto a causa di una madre iperprotettiva. Il terzo fratello, Cico è il classico simpatico picchiatello che vive in una realtà tutta sua, interpretando senza soluzione di continuità tutti i personaggi che osserva e incontra nella vita reale. I tre uomini si troveranno così a condurre una convivenza forzata, tra scontri ed equivoci, per rispettare le volontà testamentarie della mamma...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: omonima commedia teatrale di Vincenzo Salemme
  • Produzione: LUIGI MUSINI, VALERIA ESPOSITO PER CINEMAUNDICI, CHI È DI SCENA
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 16 Ottobre 2014

TRAILER

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: ELISABETTA OLMI.

CRITICA

"Come commedia teatrale '...E fuori nevica' fu messa in scena per la prima volta vent'anni fa con identico cast: Salemme, Buccirosso, Paone e Casagrande. Come altri capitoli della storia artistica di Salemme anche questo risente della potente influenza di Eduardo di cui assorbe la napoletanità bonaria ma non i tratti più dolorosi. (...) Siamo su un piano di assoluta leggerezza, servita con molta grazia." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 16 ottobre 2014)

"Gustosa commedia, che il multiforme Vincenzo Salemme ha tratto da una sua fortunata pièce teatrale. (...) Una storia simpatica, condita di umorismo surreale e condotta con grande garbo. Severamente vietata ai nostalgici della parolaccia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 ottobre 2014)

"(...) trasposizione sullo schermo di una fortunatissima commedia teatrale di vent'anni fa, ha l'umiltà e ovviamente le qualità per potersi giocare la partita della comicità pura esattamente come facevano le serie dei Totò, Peppino, Taranto, Fabrizi, Sordi, Vianello, Tognazzi e compagnia farsesca. Nel volutamente eccessivo accumulo di battute, giochi di parole e mimiche, il racconto non ha bisogno di spaziare, ma anzi tende a implodere in un non-luogo dove la follia dei personaggi e la loro grottesca inadattabilità ai percorsi obbligati della vita prendono lo spettatore di petto e gli strappano di dosso senza troppi complimenti i gradi societari e i paramenti culturali. (...) Ecco dunque il farfallone cantante sulle navi da crociera che torna nella casa natale (...). Peccato che alla sua (quasi) normalità si contrappongano le devastanti abitudini del contorto Stefano e soprattutto del mattocchio Cico, occasione ideale per dare il via a un prolungato supermatch di mattatori in cui i personaggi minori (specie la Madè) servono a poco, ma la gradevolezza musicale e l'accuratezza scenografica hanno invece adeguato merito. A questo punto il critico o l'esperto possono solo assistere compiaciuti al dibattito che scatterà puntuale a luci riaccese: è meglio Salemme che guida la danza o Paone che monopolizza le acmi nonsensiche, Buccirosso che euforizza l'inquadratura prim'ancora di recitare la sua parte o magari Casagrande che col tormentone dello spagnolo rischia davvero di farvi soffocare in poltrona dal gran ridere?" (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 ottobre 2014)

"Certamente la sua derivazione teatrale si sente, e tanto, ma questo è il valore aggiunto della bella commedia «... E fuori nevica!» che Vincenzo Salemme ha tratto dal suo lavoro omonimo del 1994 che ottenne un grandissimo successo nei teatri di tutta Italia lanciando un quartetto di attori che, da allora, sono diventati, insieme o da soli, tra i volti più noti della commedia cinematografica italiana: lo stesso Salemme e, con lui, Carlo Buccirosso, Nando Paone e Maurizio Casagrande. Proprio il quartetto che è protagonista del film che Salemme, per festeggiare i vent'anni della sua fortunata commedia, ha girato nella sua Napoli. (...) Come faranno a convivere? È proprio qui che nasce uno dei punti di forza della commedia, i battibecchi e gli screzi sono all'ordine del giorno, i tic, le manie, le rispettive idiosincrasie vengono immediatamente a galla portando ad una serie di situazioni una più divertente dell'altra soprattutto quando al centro della scena c'è la stralunata comicità del Cico di Nando Paone. Costruito proprio intorno ai dialoghi, sempre frizzanti, veloci, giusti nei tempie nelle calibrate entrate e uscite di scena che vengono, ovviamente, dai tempi teatrali di una commedia oliatissima e che i tre (più Casagrande quando entra in scena la figura dell'avvocato Saponetta), possono recitare a occhi chiusi. Tanto, insomma, non ci avevano convinto i primi film dell'attore e regista napoletano, quanto, al contrario, sembra aver trovato, qui, i tempie i ritmi giusti anche nella versione cinematografica. Che oltretutto affronta anche, se pur con la leggerezza di una commedia, temi alti come l'amicizia, l'amore (...), la sofferenza, la disabilità mentale, arrivando perfino a sfiorare il tema dell'eutanasia. Troppo per una commedia? No, perché l'architettura narrativa nel suo complesso, si intreccia mirabilmente con una messa in scena sempre briosa e leggera che stempera qui temi senza però banalizzarli o, peggio, denigrarli con le scontate banalità e volgarità in cui troppo spesso cade molta della commedia cinematografica nostrana, e non solo.. Al centro, ovviamente c'è l'Enzo di Vincenzo Salemme che fa un po' il mattatore del gruppo ma senza offuscare gli altri che trovano spesso la giusta ribalta." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 24 ottobre 2014)
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