Sergio Castellitto

ROMA (Italia), 18 agosto 1953
 

BIOGRAFIA

Sergio Castellitto
Attore e regista. La famiglia è originaria di Campobasso. Frequenta a Roma l'Accademia nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico", dove si diploma nel 1978. La sua carriera artistica inizia a teatro sotto la guida di registi come Luigi Squarzina e Aldo Trionfo. Debutto nel cinema nel 1982 con il film "Il generale dell'armata morta" di Luciano Tovoli, con Marcello Mastroianni. Seguono una serie di lavori cinematografici tra cui il riuscito "La famiglia" (1986) di Ettore Scola, accanto a Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli; "Tre colonne in cronaca" di Carlo Vanzina con cui vince il David di Donatello 1990 come attore non protagonista, mentre nel ruolo di uno psichiatra alle prese con una ragazza epilettica, in "Il grande cocomero" (1993) di Francesca Archibugi, vince il primo Nastro D'Argento come migliore attore protagonista. Con "L'uomo delle stelle" (1995) di Giuseppe Tornatore, ambientato nella Sicilia del dopoguerra e girato in gran parte nella barocca Ragusa Ibla, vince il secondo Nastro D'Argento. Sul piccolo schermo (ma è circolato anche in sala) è stato il giovane Rossini in "Rossini! Rossini!" (1991) di Mario Monicelli, Fausto Coppi nel film tv "Il grande Fausto" (1995) di Alberto Sironi e nel 2000, con grandissimo successo di critica e di pubblico, il santo di Pietralcina in "Padre Pio" di Carlo Carlei. Alterna la sua attività fra cinema, televisione e teatro dove debutta nella regia nel 1996 con "Manola", dirigendo Nancy Brilli e Margaret Mazzantini, che ha sposato e con la quale ha quattro figli. Nel 1999, scegliendo come interpreti principali se stesso, la moglie Margaret e Michel Piccoli, esordisce come regista cinematografico con "Libero Burro" che viene presentato nella sezione cinema del presente alla Mostra di Venezia. Nel 2002 è protagonista del film di Marco Bellocchio, "L'ora di religione", in concorso a Cannes. Nel 2004 torna dietro la macchina da presa per dirigere "Non ti muovere", tratto dall'omonimo romanzo scritto dalla moglie e da lui interpretato a fianco di Penelope Cruz, in questa prova resa sgraziata e quasi irriconoscibile. Il film, presentato al 57. Festival di Cannes (2004) nella sezione "Un certain regard", è acclamato da critica e pubblico, e riceve numerosi premi - tra cui il David di Donatello a Penélope Cruz e a lui come miglior attore, il Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura (Castellitto e Mazzantini), il Globo d'oro 2005 come miglior film e 5 Nastri d'argento 2005: sceneggiatura, montaggio, scenografia e miglior canzone. Nel 2005 torna a lavorare con Bellocchio per "Il regista di matrimoni", presentato l'anno successivo al 59. Festival di Cannes nella sezione "Un certain regard". Nel 2006 per la prima volta è sul set di Gianni Amelio nel molto apprezzato "La stella che non c'è". Nel 2008 ha partecipato anche alla megaproduzione cinematografica statunitense "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian", secondo capitolo della fortunata serie fantastica per ragazzi. Una nota curiosa è che Castellitto ha davvero vissuto nel comune di Narni in Umbria, antica Narnia dei romani a cui si è ispirato Clive Staples Lewis, l'autore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film. Nel 2008 fa parte della giuria del 61. Festival di Cannes. Nel 2009 è alla Mostra del Cinema di Venezia con "Tris di donne & abiti nuziali" di Vincenzo Terracciano.

FILMOGRAFIA

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