Renato Scarpa

MILANO (Italia), 1939
 

BIOGRAFIA

Renato Scarpa
Attore. Pur studiando architettura, si diletta con la recitazione realizzando le sue prime prove al Teatro Gerolamo di Milano. Frequenta, senza mai concludere gli studi, il Centro Sperimentale di Cinematografia e a fine anni Sessanta comincia a lavorare sia in teatro che al cinema. Sul grande schermo, inizialmente, i grandi registi impegnati se lo contendono. Debutta con "Sotto il segno dello scorpione" (1968) dei fratelli Taviani e figura, poi, in: "Nel nome del padre" (1971) di Marco Bellocchio; "E cominciò il viaggio nella vertigine" (1974) di Toni Di Gregorio o "Al di là del bene e del male" (1977) di Liliana Cavani. Non disprezza nemmeno il registro comico, brillando particolarmente con la sua interpretazione in "Un sacco bello" (1979) di Carlo Verdone. Ormai attore consacrato, si destreggia tra mille tipi di ruoli diversi, dal dramma al comico, passando anche per l'avventura e persino il western. Si ricorda: "Ricomincio da tre" (1981) di Massimo Troisi; "Il postino" (1994) di Michael Radford e Massimo Troisi, ultimo film del secondo, e il western comico "Trinità & Bambino... e adesso tocca a noi" (1995) di Enzo Barboni. Tuttavia, non smette mai di essere un attore di teatro e compare, di frequente, anche in numerosissime serie TV. Molto attivo pure negli anni Duemila, recita in "La stanza del figlio" (2001) e "Habemus Papam" (2011), entrambi di Nanni Moretti, ottenendo per il secondo una candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista, e partecipa anche al cast internazionale di "The Tourist" (2010), di Florian Henckel von Donnersmarck.

FILMOGRAFIA

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