SCHEDA


I love Radio Rock
Anno 2009
Titolo Originale The Boat That Rocked
Altri titoli Pirate Radio
Radio Rock Revolution
Durata 135
Origine GRAN BRETAGNA
Colore C
Genere COMMEDIA, MUSICALE
Specifiche tecniche ARRIFLEX, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
Produzione WORKING TITLE FILMS, PORTOBELLO STUDIOS, TIGHTROPE PICTURES, MEDIENPRODUKTION PROMETHEUS FILMGESELLSCHAFT
Distribuzione UNIVERSAL
Data uscita 12-06-2009

Regia
Richard  Curtis 
Attori
Philip Seymour  Hoffman Il Conte
Bill  Nighy Quentin
Rhys  Ifans Gavin
Nick  Frost Dave
Kenneth  Branagh Ministro Dormandy
Tom  Sturridge Carl
Chris  O'Dowd Simon
Rhys  Darby Angus
Katherine  Parkinson Felicity
Talulah  Riley Marianne
Emma  Thompson Charlotte (non accreditata)
Gemma  Arterton Desiree
January  Jones Eleonore
Jack  Davenport Twatt
Tom  Wisdom Mark
Tom  Brooke Thick Kevin
Ralph  Brown Bob
Will  Adamsdale John
Kirsty  Mather Hettie
Caroline  Boulton Ragazza di Carl
Amanda  Fairbank-Hynes Jemima Dormandy
Laurence  Richardson Nathan
Olegar  Fedoro Capitano Rock Boat
Sinéad  Matthews Sig.na Clitt
Francesca  Longrigg Sig.ra Dormandy
Ike  Hamilton Harold
Olivia  Llewellyn Margarett
Stephen  Moore Primo Ministro
Soggetto
Richard  Curtis 
Sceneggiatura
Richard  Curtis 
Fotografia
Danny  Cohen 
Montaggio
Emma E.  Hickox 
Scenografia
Mark  Tildesley 
Arredamento
Dominic  Capon 
Costumi
Joanna  Johnston 


Trama Inghilterra, 1966. L'etere britannico è monopolizzato dalla BBC e per ordine del ministro Dormandy gli amanti del rock 'n roll hanno a disposizione solo due ore a settimana di trasmissione per ascoltare la loro musica preferita. Ma nel bel mezzo del mare del Nord c'è una barca che ospita una stazione radio pirata, gestita da un gruppo di eclettici DJ, che trasmette 24 ore su 24 di pura musica rock e pop. Ed è qui che viene catapultato il giovane Carl, espulso da scuola per motivi disciplinari, dove vivrà un'affascinante avventura all'insegna di sesso, droga e rock 'n roll.

Critica "L'epopea umana e musicale di Radio Rock e della sua fauna di deejay votati alla causa, a Jimi Hendrix e all'egocentrismo variopinto, è raccontata con abile umorismo e toccante atmosfera da Richard Curtis che scrisse 'Quattro matrimoni...', 'Notting Hill' e i film di Bridget Jones. Un timido 17enne con look da beatle sale a bordo, diviene mascotte e testimone di epiche disfide tra onde e vinile, nonché di un crazy matrimonio impossibile e della prima parolaccia on line ('Sara il c... che ci fotterà'). Trova un padre nel club di solo uomini (con cuoca lesbica), poi naufraga con sottofondo di 'A Whiter Shade of Pale' nel gran finale in stile Attimo Fuggente sul Titanic, sulle rive di Mompracem." (Alessio Guzzano, 'City', 12 giugno 2009)

"Sembra una farsa, invece è cronaca. 'I love radio rock', diretto da Richard Curtis sceneggiatore di 'Quattro matrimoni e un funerale', 'Notting Hill', racconta la storia con esattezza e insieme romanzandola: il protagonista che sale sulla nave come avrebbero voluto fare milioni di ragazzini impara rock, vita e amicizia: il gruppo di dj capitanato dall'incantevole The Count, Philip Seymour Hoffman, gli insegna creatività, indipendenza e disobbedienza, oltre a simboleggiare quanto fossero differenti e migliori, nei Sessanta, le persone. La grazia e il divertimento del film sono brillanti, fuori del comune." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 18 giugno 2009)

"La descrizione d'ambiente è perfetta, un insieme di feste, sesso e droga praticati con la maggiore libertà. E' una delle rare volte in cui gli Anni Sessanta non vengono ricordati con superficialità e melensaggine, ma evocati attraverso pulsioni profonde d'insofferenza e rivolta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 giugno 2009)

"'I Love radio rock' si presenta come una sorta di musical pop-rock condotto da un gruppo di attori strepitosi e meravigliosamente assortiti, capaci di calarsi nei panni di personaggi mitici e reali che hanno fatto sognare una generazione intera di inglesi. Oltre a Branagh (e a un cameo strepitoso di Emma Thompson) c'è Philip Seymour Hoffman nei pani de Il Conte, il barbuto grosso leader americano della radiofonia libera, secondo solo a Rhys Ifans, in arte dj Gavin, una star assoluta, ipersessuato, capace di una conduzione radiofonica provocatoria, iconoclasta e oggi semplicemente impensabile. E poi, a capo di tutta la baracca, c'è Bill Nighy, il manager, elegante, raffinato, illuminato, completamente fuori di testa. Insomma c'è di che divertirsi in questa ricostruzione raffinata e musicalmente ineccepibile." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 18 giugno 2009)

"La magnifica stagione libertaria delle radio pirata, con studi di registrazione e stazioni trasmittenti al largo del mare del Nord, rivive nell'ultimo film di Richard Curtis, l'autore di 'Quattro matrimoni e un funerale', e di 'Love Actually', intitolato in originale 'The Boat that rocked', una commedia energica e leggera come un integratore di vitamine." (Flaviano De Luca, 'Il Manifesto', 12 giugno 2009)

"Che bella sorpresa 'I Love Radio Rock', originalissima, spiritosa e perfino commovente commedia, che racconta la storia vera di Radio Caroline, un'emittente privata che sfidò leggi incredibilmente repressive. Mare dei Nord, 1966. Ha un successo clamoroso in tutta la Gran Bretagna la radio pirata che su una nave molto al largo trasmette rock. Ma il ministro astioso le dichiara guerra. Avrà pane per i suoi denti. Accompagnata dalla magnifica colonna sonora, destinata a far sussultare il pubblico coi capelli grigi, una superba squadra d'attori, da cui alla fine spiace separarsi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 giugno 2009)

"Il regista Richard Curtis non ha scordato come si mette assieme una buona sceneggiatura, rispetto a quando scriveva successi dal titolo 'Quattro matrimoni e un funerale' o 'Notthing Hill': anche se questa volta esagera un po' nel moltiplicare i finali di un film lungo 2 ore e 10'; senza, tuttavia, generare un attimo di noia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 12 giugno 2009)

"Sesso, droga e rock'n roll, e un poco di Titanic, in questa commedia intelligente, divertante, ben scritta e diretta da Richard Curtis che vi consigliamo di andare a cercare anche nelle brume dei multiplex dell'hinterland. Perché 'The boat that rocked' è un film pieno di humour e musica, che si meritava un'uscita diversa: ma si sa che le major non sono cinofile." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 giugno 2009)
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